Documenti alla Parrocchia della cerimonia

Pensavate di aver finito e invece… la storia dei documenti di nozze prosegue e sembra fortunatamente in prossimità d’arrivo.
I promessi sposi sono stati a Tortona per il sigillo vescovile ed ora si recano presso la parrocchia prescelta per ospitare la cerimonia.
Siccome ai nubendi piacciono le cose semplici, la chiesa individuata è senza parroco. O meglio, vi celebra messa un frate che non può celebrare le nozze.
Occorre dunque portare i documenti al parroco “ufficiale” che si divide tra una decina di chiesette di campagna e alcune parrocchie più grandi.
Trovarlo può risultare più difficile di ottenere udienza privata dal Papa. Corre da una parte all’altra, potenza della crisi delle vocazioni.
I due promessi sposi, armati dell’ormai necessaria pazienza infinita, sono partiti per il paese vicino a quello “prescelto” per rincorrere il parroco in questione durante la tradizionale processione.
Immaginate i due poveretti che aspettano il momento giusto, tra una preghiera e la partenza della Santa Patrona su arca trasportata a spalla, per interloquire con il togato.
“Buongiorno Don – si ricorda di me? – ha esordito la numenda – sono la nipote di xxxx, cugina di xxxx, figlia di xxx, parente di xxx, amica di xxx, vicina di casa di xxx. Venivo in vacanza a xxxx, presso la casa della nonna xxx”.
Gli occhi del parroco tradivano il fatto che non avesse la più pallida idea di chi aveva davanti ma tutta quella serie di riferimenti conosciuti, alcuni annoverabili tra i notabili della zona, lo hanno messo sull’attenti. Da quelle parti certi nomi fanno tremare i monti.
Segue breve riassunto della situazione, consegna dei documenti e profusione di scuse per aver scelto un parroco “foresto” per la celebrazione.
“Bene – risponde il parroco – Non bene…benissimo”.
Speriamo sia tutto vero e, soprattutto, che la cosa non scateni una faida millenaria.

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Portare i documenti a Tortona

Mancano ormai poco più di 40 giorni alla data fatidica eppure quei poveretti dei promessi sposi ancora navigano nel marasma delle cosa da fare e organizzare. Raccolte tutte le carte necessarie dovevano ancora recarsi a Tortona, presso la sede della Curia locale, da cui dipende la parrocchia scelta per la cerimonia. I due, armati di tanta pazienza, sono partiti venerdì mattina alla volta della ridente località del Basso Piemonte. Una cittadina amena, carina, decisamente ricca. Un centro storico gradevole (nella bella stagione) e vie pedonalizzate con negozi piuttosto carini. Un bar ottimo, Vincersi, mi pare, ed un ristorantino carino con piatti particolari. La trasferta è stata piacevole e condita da una visita a un centro commerciale della zona…Conforama o qualcosa del genere. Ma il promesso sposo resta dell’idea che sia assurdo, nel 2009, doversi fare quasi un’ora di macchina per far mettere un timbro su un documento che è partito da Genova (nato in una parrocchia, poi trasferito in due parrocchie – del nubendo e della nubenda – poi tornato nella parrocchia originaria e, ancora, per la curia genovese) per poi passare dalla curia di Tortona e infine alla parrocchia del luogo indicato per la cerimonia. Allo Stato del Vaticano non hanno scoperto il fax? E deve essere cura dei nubendi fare il giro dell’oca per avere i documenti in regola? E poi si meravigliano che la gente si sposa in Comune? Una mattinata “persa” e via… invece di giornate e giornate e viaggi, controviaggi, attese e quant’altro. Modica invece la “richiesta” per il bollo… circa 5 euro (da sommarsi ai genovesi) che vale come “biglietto d’ingresso” alla meravigliosa raccolta di affreschi e quadri ospitata nella Curia di Tortona (vicino al Duomo). Le persone sono molto cordiali e la cucina locale, tutto sommato, merita.

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La consegna delle bomboniere

L’appuntamento era fissato al casello autostradale di Genova Voltri. “Troverete un furgoncino bianco – ci hanno detto al telefono – vedrete altre auto che aspettano”. Più che una consegna di confetti e sacchettini sembrava lo scambio di un narcotrafficante colombiano o, al massimo, uno di quei messaggi dei rapitori alla consegna del riscatto. I due promessi sposi si sono messi in macchina e sono partiti. Direzione il fantomatico casello di Genova – Voltri. “Dobbiamo fare qualche segnale? – scherzava il nubendo – O magari uscire con le mani bene in vista?”. La faccenda era tremendamente seria ma l’atmosfera era tardo adolescenziale. Arrivati al casello si paga il biglietto (il telepass…maledizione, devo andare a farlo) e si procede “direzione Arenzano, svoltando sulla destra, proseguite per 100 metri e vedrete il furgone”. Le indicazioni erano chiarissime ma di spiazzi nemmeno l’ombra e i nubendi iniziavano ad avere qualche preoccupazione. Mesi prima, ad Alessandria (e più precisamente presso il centro sposi della ValMadonna) avevano prenotato bomboniere e sacchettini in quantità tali che nemmeno l’Imperatore della Cina avrebbe eguagliato. Come al solito erano partiti per “spendere il meno possibile” e si erano ritrovati a scegliere tra sacchettini in seta imperiale ricamati in oro e platino e porta-confetti in damascato fatto a mano secondo la segretissima tradizione assiro-babilonese. Si erano quasi dimenticati di quell’appuntamento. Sembrava una cosa fatta e invece… Quando la tensione stava salendo alle stelle ecco, sul marciapiede opposto, il furgoncino bianco con i portelloni posteriori aperti e dietro una serie di macchine parcheggiate in modo “fantasioso” da cui erano scese una decina di persone, in coppia o meno, che si guardavano attorno come se dovesse arrivare la polizia da un momento all’altro. “Ma che diavolo di appuntamento è – chiedeva il promesso sposo – è un raduno di mafiosi?”. Poco dopo, uno dopo l’altro, i clienti – tutti prossimi alle nozze – hanno iniziato a presentarsi al conducente con i propri nomi: luca e anna, mario e laura, giovanni e rosa… Il tizio annuiva, si infilava nel furgone e ne usciva con enormi scatoloni carichi di confetti, bomboniere, partecipazioni e fiocconi di tutti i colori. Poi si passava al pagamento, scontrino (una sorpresa in Italia) e via. Al turno dei nubendi, come tossici al sert per la dose di metadone, ecco gli scatoloni ben confezionati, ecco lo scontrino, ecco i soldi. PS: la storia è romanzata. L’appuntamento è stato “particolare” ma non possiamo davvero lamentarci… abbiamo prenotato, nessun anticipo, consegna a Genova e nessun ulteriore viaggio in ValMadonna. Davvero ottimo…

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Partite in ritardo le partecipazioni

I promessi sposi devono scusarsi pubblicamente, attraverso questo blog, per il ritardo con cui sono state inviate/consegnate le partecipazioni.
A “remare contro” è stato lo Staff dei Servizi Segreti, reparto acquisizione Informazioni.
Gli agenti dovevano recuperare gli indirizzi degli invitati e…diciamo che si sono state delle difficoltà.
I promessi hanno così iniziato una consegna “a mano” presso parenti più prossimi ed amici e sono riusciti solo in queste ore ad entrare in possesso della “lista” fornita dagli agenti.
In breve sono stati trascritti i nominativi e gli indirizzi. Sono state sigillate le buste (anche se non si dovrebbe) e spedite per posta prioritaria.
Vi giungerà una busta con all’interno la partecipazione vera e propria, l’invito al ricevimento e… una breve guida per raggiungere le località oggetto dei festeggiamenti.

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È arrivato il primo regalo

Una gradita sorpresa ha stupito i promessi sposi. Il servizio di spionaggio dei servizi deviati ha infatti comunicato che “qualcuno” (in realtà sappiamo tutto di lui/lei) ha fatto il primo regalo di nozze.
I due, stupiti ma felici, si sono subito messi in contatto con il loro agente all’Havana e hanno appreso le credenziali del “donante” e l’entità donata.
Trattasi di oggetto inserito nella lista di nozze dalla nubenda quindi proveniente dalla “cerchia” delle amicizie della stessa.
Oggetto simpatico e graditissimo alla promessa ma di esclusiva pertinenza femminile.
Il promesso sposo, appresa la notizia, ha organizzato un summit straordinario con il suo Staff di stregoni e sciamani e ha inviato un primo “ringraziamento” cui farà seguito quello tradizionale.
Se il giorno delle nozze vedrete qualcuno/a che si aggira per la festa come un’anima in pena, senza riuscire a sedersi a causa di “un certo fastidio”… beh, quella è quasi certamente la persona in questione.
Il nubendo non è però cattivo dentro. Ha disposto affinché il suo Staff sciamanico preveda una possibilità di redenzione per il/la colpevole.
È possibile evitare il terribile incantesimo versando un cospicuo quantitativo di denaro nella lista di nozze denominata “lista viaggio”.
La persona è avvisata…

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Trovato il nuovo Prete

Un nuovo prete per la cerimonia dei promessi sposi. La lieta notizia è giunta stamane nel centro Media che segue i preparativi del matrimonio. La cocente delusione per primo forfait aveva messo in agitazione tutto lo Staff organizzativo ma al termine di un rapido giro di consultazioni, è stato “eletto” il nuovo parroco. Trattasi di persona impegnata nel sociale, attivo in un quartiere “difficile”, molto giovane e dalle prediche più contenute. I promessi lo hanno già incontrato in un colloqui riservato – il cui contenuto è coperto dal massimo riserbo (basta telefonare alla nubenda per avere una cartella stampa con tutti i particolari). Il colloqui è stato allietato da due gatti tigrati che hanno zampettato i promessi nell’animalesco tentativo di attrarre la loro attenzione (o di farli desistere). Il parroco ha ascoltato e fatto qualche domanda. Seguirà altro incontro per definire letture e scaletta. Ma di questo il nubendo proprio non ne vuole sapere. Gioite, dunque, cari amici. I poveretti hanno trovato qualcuno che celebri il rito e voi vi siete scampati un rito pre conciliare con predicozzo di circa due ore, canti gregoriani e, forse, sacrifici umani.

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Il Vestito dello sposo

Il tempo ormai stringe e il promesso sposo ha iniziato a fare i conti con uno dei quesiti più assillanti della prossima cerimonia matrimoniale…cosa mi metto? Abbandonata la decisione di indossare un abito da cerimonia di tipo “tight”, che avrebbe costretto testimoni e genitori a seguirne la scelta, il nubendo ha optato per un abito normale, magari scuro, da potersi riutilizzare nella “vita di tutti i giorni”, magari arricchito da un estroso particolare che possa orripilare i presenti e far imbufalire la sposa. Un appuntamento più volte rimandato ma che, ultimamente, era divenuto fonte di “delicati” messaggi subliminari di suocera e promessa. “Sabato vai i centro?” o domande simili erano il segnale di allarme del “tempo scaduto”. IN realtà mancano quasi tre mesi alla fatidica data ma, si sa, meglio far tutto presto e bene… Così, sabato 4 aprile, a 84 giorni dalla data del matrimonio, il promesso sposo si è ripromesso di visitare almeno 3 dei 500 negozi indicati da amici, parenti e promessa. Il primo negozio è stato quello giusto. Il nubendo è entrato convinto di dover acquistare un abito blu ma si è invaghito di un “panciotto” che proprio con il blu non ha niente a che vedere. Era già al sesto o ottavo abito provato, con il commesso ormai disperato, quando è partita la domanda: “avete un panciotto un po’ particolare? Diciamo da cerimonia?” L’omino si è allontanato bestemmiando ed è tornato con tre capi davvero particolari. I primi due avrebbero fatto la loro porca figura in un ricevimento di nozze del tardo 700 francese e sembravano strappati da una poltrona di un salottino londinese. Il terzo appariva come una visione estatica. “E’ mio – ha esclamato il nubendo – almeno qualcosa di strano”. Il bla bla dell’omino andava dal “potrebbe metterlo anche alla prima a teatro” al “se uno ha voglia di indossare un capo particolare anche a una serata”. Il promesso sposo tratteneva a stento le risate ma annuiva con la testa. A quel punto, però, il blu era impossibile. Troppo stridore di colori… meglio un grigio, un nero, un antracite. “Le righine proprio no – mi sanno di gangster anni Venti – ridacchiava il nubendo” ma sapete che ha gusti tutti suoi… Altri 5 o 6 vestiti provati…la taglia che stringe o è troppo larga… e alla fine…eccolo. Al contrario della promessa sposa, che sta comunicando anche la taglia dell’intimo che indosserà, il presto sposo è molto riservato e non vuole privarvi delle sorprese. Pertanto non vi sarà rivelato altro. Siete ovviamente liberi di esprimervi a gesti, insulti, parolacce, al termine della cerimonia.

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Il prete ha dato buca

Il prete ha dato buca. Una nuova tegola si abbatte sull’organizzazione del matrimonio dei nostri poveri promessi sposi.

Il prete, già tentennante sin dai tempi della prima richiesta, ha ufficialmente alzato bandiera bianca. Non potrà celebrare le nozze.

A rendere impossibile la partecipazione del parroco alla cerimonia hanno contribuito vari elementi come la distanza della parrocchia dove si celebra, il fatto di avere una precedente richiesta da parte di parrocchiani e… un collega polacco.

Il prete slavo ha tirato buca al matrimonio dei parrocchiani e il nostro lo deve sostituire.

La tragica notizia è stata comunicata con toni sommessi ed accompagnata da una assicurazione “il primo battesimo vengo di sicuro”.

Battesimo? Ma vaffa…

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La seconda lista di nozze da Unieuro

“Una lista di nozze per i vicini di casa e gli amici che vogliono farvi un pensiero, un regalino”. Un modo come un altro per cercare di evitare di ricevere 20 vasi di cristallo e 700 cornici di argento.

È questo il motivo che ha spinto i due nubendi ad avventurarsi in una delle esperienze più allucinanti legate al matrimonio: la lista nozze.

Tutte le persone più care, quelle con le quali hanno maggiore confidenza, sanno già (ma è sempre meglio ribadire) che i promessi sposi vorrebbero esclusivamente doni legati al loro viaggio e hanno già invitato tutti a rivolgersi all’agenzia di viaggio “Bluvacanze” di via XX settembre a Genova (www.bluvacanze.it) o in una qualunque delle agenzie con lo stesso marchio.

Era però chiaro che dovessero prevedere una “mini” lista per chi proprio non ne vuole sapere e per chi è allergico alle liste viaggio.

Sabato i poverini si sono recati da Unieuro, in piazza della Vittoria, a Genova (www.unieuro.it) e hanno aperto una pseudo lista.

Che cosa è una pseudo lista? Chiedetelo ai promessi….

Ad ogni buon conto i due poveretti hanno seguito tre diverse commesse attraverso un dedalo di articoli e diversi reparti. Dall’elettronica all’oggettistica, dal piatto alla videocamera, dal macinino da caffè alla sauna da viso.

Con l’importo della Lista si potrebbe rilanciare l’economia nazionale ma i nubendi sperano di riuscire a coprire il viaggio e di risparmiarsi le cornici. Il resto, come recita il detto, è grasso che cola.

Ora lo sapete… ma non dovete comprare niente. Mi raccomando.

Se vuoi bene a quei due disgraziati…Mandali a quel Paese…è il motto del regalo di nozze.

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Sbagliate le buste delle partecipazioni

Sembrava troppo bello per essere vero e, infatti, il tragico destino beffardo si è accanito contro i promessi sposi.

Il folletto della Tipografia, un ometto alto alto, lungo e dall’aria stralunata non si è accorto che nelle buste, di partecipazioni, ce ne stanno due…

“Ma come azz…” si è domandato il nubendo – “Le avrai ben viste?”.

I poveretti hanno passato il pomeriggio di sabato a cercare le buste più adatte.

Potevano trovarle in un posto più “economico” di Barisone, a Campetto?

Ovviamente no. Le avessero fatte fare su misura…spendevano meno.

Pensateci quando le avrete tra le mani.

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