Più ci penso e più spero che sia don X a sposarci. Non vorrei nessun altro a celebrare quel giorno. Non vorrei un altro prete a segnare l’inizio della nostra vita insieme.
Sarei felice di avere lui, il suo intercalare, la sua vociona, le sue risate sotto i baffi (che non ha), la sua timidezza nascosta da modi burberi e il suo dito alzato a mettere il punto alla fine della conversazione.
Ieri sera siamo stati sino all’una di notte a parlare con lui. Con un prete! Per il futuro marito credo sia un evento più unico che raro.
Abbiamo parlato di tutto, mica solo di religione, abbiamo riso, parlato delle nostre famiglie, riflettuto su temi importanti. Quasi come amici. Certo lui parlava con noi come tra coetanei, non prete/fedeli.
E poi don X è giovane, poco più di noi, e a suo modo è anche innovativo, rispetto all’azienda che rappresenta almeno ;-), e ha le idee simili alle mie, alle nostre, su tante cose
Quasi sposo, ho detto SIMILI, non uguali!
Don X ha sorriso di fronte al nostro timore di confessargli che già convivevamo, quando si parlava di rapporti prematrimoniali ha sottolineato la bellezza e l’importanza della sessualità, mi ha fatto prendere la comunione nonostante mia madre mi consideri nel peccato, sorride di fronte alle resistenze passate del futuro marito al matrimonio, l’ha persino convinto a prendere la cresima!
Insomma, mi ha fatto sentire a casa dopo un periodo un po’ travagliato di conflitti con la fede
Non è perfetto, sia chiaro. Ha i suoi difetti, per carità, ma sarei proprio felice se fosse lui a venire in trasferta, nella chiesetta in campagna, per unirci in matrimonio. E so che sarei più a mio agio con lui e farebbe un’omelia come un amico che ormai ci conosce meglio di quanto credevamo. Non so, mi sembrerebbe di iniziare il viaggio con una marcia in più
