ValMadonna – Ultima Frontiera (secondo)

E’ giunta l’occasione per una nuova puntatina in quel di Alessandria con meta finale il celeberrimo Cesaro Atelier della ValMadonna. Decantate le qualità praticamente magiche del centro, gli sposi non potevano proprio rinunciare ad una visita. Memori del fallimento tragico della passata missione sono partiti di venerdì ed hanno raggiunto l’amena località del Basso Piemonte. Il centro è enorme. Un edificio a metà strada tra il centro commerciale, il ristorante centro ricevimenti ed il negozio. Si raggiunge abbastanza facilmente una volta raggiunta Alessandria. All’interno un salone con tutte le bomboniere che vi possiate sognare (belle e brutte) e uno stuolo di gentilissime signore pronte a seguirvi nel difficilissimo compito di prendere una decisione. Gli sposi hanno detto cosa cercavano e in quattro e quattr’otto si sono trovati con il contratto firmato in mano. Tutte le variabili possibili, tela di juta come desiderato, colore chiaro, chiusura con girasole e dimensioni ridotte per “assemblaggio”. Unica delusione veramente tragica è stata quella dei confetti. Mentre erano nel salone gli sposi sono stati convinti ad assaggiare una decina di confetti diversi. Ripieni di frutta, cioccolate varie e persino limoncello e nutella. Peccato che, in estate, sia sconsigliatissimo tale tipo di confetto. La signora che li ha serviti ha detto che li avrebbero messi solo a nostro rischio e pericolo. I confetti si rompono, macchiano i sacchetti e loro li rifanno ma a pagamento. Insomma…niente confetti di gusti diversi… peccato. Ci rifaremo con la confettata.

All’atelier c’è anche la boutique per lo sposo e la sposa e quindi una capatina è stata d’obbligo anche perchè il tempo stringe e l’abito dello sposo manca ancora. La scelta è praticamente infinita. Si va dai normali completi scuri agli abiti più elaborati e francamente ridicoli. Pizzi e fronzoli, scarpe con i brillantini e giacche lucide con arabeschi degni del più assurdo dei circhi. De gustibus, dicevano gli antichi e di “gusti” ce ne sono davvero tanti.  Lo sposo ha provato completi da 800 euro, panciotti grigi e scuri, abiti con righine e riflessi vari, il tutto accompagnato da una camicia di seta grigetta con necessità di gemelli. Non si è sentito a posto con nessuna dlle combinazioni. “Sembro un pinguino” il commento più ricorrente. Bomboniere Ok, abito KO

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