Archivio per maggio, 2009
Documenti alla Parrocchia della cerimonia
Portare i documenti a Tortona
Mancano ormai poco più di 40 giorni alla data fatidica eppure quei poveretti dei promessi sposi ancora navigano nel marasma delle cosa da fare e organizzare. Raccolte tutte le carte necessarie dovevano ancora recarsi a Tortona, presso la sede della Curia locale, da cui dipende la parrocchia scelta per la cerimonia. I due, armati di tanta pazienza, sono partiti venerdì mattina alla volta della ridente località del Basso Piemonte. Una cittadina amena, carina, decisamente ricca. Un centro storico gradevole (nella bella stagione) e vie pedonalizzate con negozi piuttosto carini. Un bar ottimo, Vincersi, mi pare, ed un ristorantino carino con piatti particolari. La trasferta è stata piacevole e condita da una visita a un centro commerciale della zona…Conforama o qualcosa del genere. Ma il promesso sposo resta dell’idea che sia assurdo, nel 2009, doversi fare quasi un’ora di macchina per far mettere un timbro su un documento che è partito da Genova (nato in una parrocchia, poi trasferito in due parrocchie – del nubendo e della nubenda – poi tornato nella parrocchia originaria e, ancora, per la curia genovese) per poi passare dalla curia di Tortona e infine alla parrocchia del luogo indicato per la cerimonia. Allo Stato del Vaticano non hanno scoperto il fax? E deve essere cura dei nubendi fare il giro dell’oca per avere i documenti in regola? E poi si meravigliano che la gente si sposa in Comune? Una mattinata “persa” e via… invece di giornate e giornate e viaggi, controviaggi, attese e quant’altro. Modica invece la “richiesta” per il bollo… circa 5 euro (da sommarsi ai genovesi) che vale come “biglietto d’ingresso” alla meravigliosa raccolta di affreschi e quadri ospitata nella Curia di Tortona (vicino al Duomo). Le persone sono molto cordiali e la cucina locale, tutto sommato, merita.
La consegna delle bomboniere
L’appuntamento era fissato al casello autostradale di Genova Voltri. “Troverete un furgoncino bianco – ci hanno detto al telefono – vedrete altre auto che aspettano”. Più che una consegna di confetti e sacchettini sembrava lo scambio di un narcotrafficante colombiano o, al massimo, uno di quei messaggi dei rapitori alla consegna del riscatto. I due promessi sposi si sono messi in macchina e sono partiti. Direzione il fantomatico casello di Genova – Voltri. “Dobbiamo fare qualche segnale? – scherzava il nubendo – O magari uscire con le mani bene in vista?”. La faccenda era tremendamente seria ma l’atmosfera era tardo adolescenziale. Arrivati al casello si paga il biglietto (il telepass…maledizione, devo andare a farlo) e si procede “direzione Arenzano, svoltando sulla destra, proseguite per 100 metri e vedrete il furgone”. Le indicazioni erano chiarissime ma di spiazzi nemmeno l’ombra e i nubendi iniziavano ad avere qualche preoccupazione. Mesi prima, ad Alessandria (e più precisamente presso il centro sposi della ValMadonna) avevano prenotato bomboniere e sacchettini in quantità tali che nemmeno l’Imperatore della Cina avrebbe eguagliato. Come al solito erano partiti per “spendere il meno possibile” e si erano ritrovati a scegliere tra sacchettini in seta imperiale ricamati in oro e platino e porta-confetti in damascato fatto a mano secondo la segretissima tradizione assiro-babilonese. Si erano quasi dimenticati di quell’appuntamento. Sembrava una cosa fatta e invece… Quando la tensione stava salendo alle stelle ecco, sul marciapiede opposto, il furgoncino bianco con i portelloni posteriori aperti e dietro una serie di macchine parcheggiate in modo “fantasioso” da cui erano scese una decina di persone, in coppia o meno, che si guardavano attorno come se dovesse arrivare la polizia da un momento all’altro. “Ma che diavolo di appuntamento è – chiedeva il promesso sposo – è un raduno di mafiosi?”. Poco dopo, uno dopo l’altro, i clienti – tutti prossimi alle nozze – hanno iniziato a presentarsi al conducente con i propri nomi: luca e anna, mario e laura, giovanni e rosa… Il tizio annuiva, si infilava nel furgone e ne usciva con enormi scatoloni carichi di confetti, bomboniere, partecipazioni e fiocconi di tutti i colori. Poi si passava al pagamento, scontrino (una sorpresa in Italia) e via. Al turno dei nubendi, come tossici al sert per la dose di metadone, ecco gli scatoloni ben confezionati, ecco lo scontrino, ecco i soldi. PS: la storia è romanzata. L’appuntamento è stato “particolare” ma non possiamo davvero lamentarci… abbiamo prenotato, nessun anticipo, consegna a Genova e nessun ulteriore viaggio in ValMadonna. Davvero ottimo…
