Archivio per Abito da Sposa

l’ho trovato! (l’abito)

L’ho trovato! L’ho trovato! L’ho trovato!

Trovare il TUO abito è una gioia che non avrei mai immaginato.. Davvero!

Dopo lunghi, lunghissimi giri (che meriterebbero un post a parte), una madre esausta e tanto scoramento, finalmente eccolo..

Premessa: come mi accade sempre, avevo già girato parecchio. E ogni volta, visto che non sono di gusti facili, avevo provato tanti abiti. Solo di uno o due mi ero invaghita ma non al punto di dire: è lui! anche perchè costavano più di 2500 euro e, va bene essere splendida, va bene la favola di un giorno, va bene l’abito sognato sin dall’infanzia, ma per me spendere quella cifra NON ESISTE! Non contesto chi lo fa, assolutamente, ma il mio budget era decisamente ridotto..

E poi è arrivato lui.. L’ho provato, perfetto, sembrava disegnato sul mio corpo e poi era bello, davvero, non ci trovavo difetti, e per la prima volta mi sono vista allo specchio e non mi sono vista ridicola con l’abito da sposa, mi sono vista bella! Poi ho sentito il prezzo (meno della metà) ed è stato lui!

L’ho trovato due gironi fa ma ancora, solo al pensiero, sono felice!!!

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L’abito da sposa – Sfilate e mostre

Se state cercando l’abito da sposa preparatevi a una delle esperienze più assurde che un essere umano possa vivere: la fiera degli sposi. Vi capiterà di entrare in centri congressi, hotel, fiere e centri commerciali ed avere quella sensazione strana che hanno le mucche quando entrano nei macelli. Tutte quelle facce sorridenti, quegli sguardi interessati che riconosceresti in un documentario sugli avvoltoi. La tecnica di caccia è tristemente semplice. Basta pubblicare un annuncio, appendere un manifestino, lanciare uno spot in tv e inserire nel testo le parole: “sposi”, “matrimonio” e “sfilata abiti da sposa”. Le povere vittime (noi) accorreranno numerose come attratte da un fluido irresistibile. Sarà la vostra lei a trascinarvi se non volete. Vi dirà che non ce la fa più a girare per negozi e che vuole che anche voi partecipiate all’organizzazione. L’idea di sbrigare tutto in un pomeriggio, una giornata al più, è avvincente e smuove dal suo divano anche il promesso sposo più pigro. Se siete sfortunati troverete cinque o sei tavolini arrangiati alla meno peggio nello spazio pubblico di un centro commerciale. La sfilata di moda durerà 3 ore e vi saranno mostrati 10 modelli. Tra una “uscita” e l’altra delle modelle vi saranno ricordati tutti gli sponsor dell’iniziativa. Anche i nomi e i cognomi dei nipoti di ogni titolare. Vi chiederete perché sul palco sfilano flessuose delle “gattone in abito bianco” mentre voi sposerete un cubo avvolto in tulle e prima di svenire sarete avvicinati da non meno di 50 fotografi, 30 addetti alle riprese tv e da un vecchietto che vi proporrà di accompagnare in chiesa la sposa a bordo dell’auto usata da Adolf Hitler per le parate di Berlino. Se invece sarete “fortunati” entrerete in uno spazio espositivo con decine e decine di stand con gli onnipresenti fotografi e registi, una sfilata di troioni rumeni avvolti in abiti da 5mila euro senza le riparazioni (eufemismo che sta per “ti rifaccio il vestito da capo a piedi vagamente somigliante a quella meraviglia che hai visto. Del resto che cazzo vuoi tu, piccolo bassotto spelacchiato e tarchiatello… hai visto che gambe che hanno quelle?”) e alcuni stand di abiti per lui (tra il ridicolo e il farsesco, anche nei prezzi). Appariranno magicamente anche alcuni negozi di bomboniere che ti possono offrire dal cartoncino piegato (da te a casa tua) alla zuppiera d’argento che contiene 15 chili di confetti (la tipica bomboniera per i testimoni). Accanto a loro si muove un popolo di nani e ballerine che assomiglia a una corte dei miracoli. Cercheranno di convincervi che dovete affittare l’orchestra della Scala per il ricevimento, due tenori per i canti in chiesa e che persino la vostra biancheria intima dovrà essere firmata. Mentre vi chiedete a chi dovete mostrare le chiappe durante la festa… vi convinceranno ad arrivare in elicottero sul piazzale della Villa dove si terrà il ricevimento di nozze… perché il vostro ristorante ce l’ha l’eliporto, vero?

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Perchè non posso scegliere anche io l’abito da sposa?

Voi donne riflettete… avete mai visto un marito che dicesse alla moglie: “ma che cazzo di abito ti sei comprata?”. Pensate di essere le uniche ad avere un compagno/marito che le critica per gli abiti acquistati? E dunque come mai nessuna delle vostre amiche sposate vi ha mai raccontato di come il marito le abbia detto la frase di cui sopra? La risposta è semplicissima… gli uomini mentono.

Ok, ragazzi, ammettiamolo pure pubblicamente. Siamo terrorizzati da quello che la nostra lei potrebbe inventarsi per il giorno del matrimonio. Siamo in ansia ogni volta che arriva a casa con un sacchettino (ino?) e ci ballano le ginocchia quando se ne esce con un “guarda cosa ho comprato…”. Di solito si tratta di cose terribili o che, nella migliore delle ipotesi, vi sembra di aver già visto, in centinaia di esemplari, nella sua cabina armadio. Se contaste le volte che vi si è parata davanti con vestiti che non vi piacevano sareste davvero preoccupati di sapere che presto acquisterà un vestito bianco, molto appariscente (è il suo matrimonio) e soprattutto SENZA la vostra consulenza. Vi dirò di più… lo sceglierà con mammina o con una di quelle amiche che sembra facciano a gara nel consigliarle ciò che a voi non piace ed a loro sta malissimo.

Io sono molto preoccupato. Spenderà il prodotto interno di un medio stato centro africano e rischiate di portarvi in giro per una giornata intera una ragazza che vagamente somiglia alla vostra lei e che è vestita in modo orribile. Eppure non potete farci assolutamente nulla. Inizio a credere che si tratti di una sorta di cerimoniale ancestrale di “iniziazione” all’essere marito. Vi prepara alla nuova condizione in cui non controllate il denaro, non controllate la vostra donna e, soprattutto, ogni cosa avviene senza che nessuno vi chieda un parere. È una sorta di passaggio di fede, di accettazione del dogma. Non siete più uomo ma “soprammobile”.

Ma proviamo ad analizzare il fatto in se stesso. L’uomo non può vedere l’abito da sposa (o la sposa vestita con l’abito?) perché porta sfortuna. La tradizione è talmente radicata che immagino vi siano notizie certe di mariti colpiti da asteroidi o meteoriti proprio pochi secondi dopo aver visto l’abito nuziale della propria futura moglie. Qualcuno, là fuori, mi sa dare delle coordinate in tal senso? Dove posso leggere perché non posso scegliere/vedere il vestito che mia moglie indosserà? Capisco che sia una sottile – nemmeno troppo – metafora sul rapporto pre matrimoniale ma mi volete spiegare chi se ne accorge? In entrambe le situazioni… solo i coniugi sanno.

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L’abito da sposa

Su questo particolare “ingrediente” della cerimonia non potrò dire molto e lascio ampio spazio alla gentil, prossima, consorte. Permettetemi, però, di formulare alcuni pensieri in libertà. Iniziamo con il ribadire che trovo veramente assurdo spendere migliaia di euro per un vestito (bellissimo, per carità) che indosserete solo un giorno. È un incredibile spreco di risorse ed uno schiaffo alla miseria, compresa la nostra. È evidente che, nonostante decenni di lotte sociali, la donna sia ancora ancorata a elementi di tradizione che dovrebbe rifuggire come la peste. L’abito bianco, inutile ribadirlo, è un richiamo a una certa condizione “fisica” che – secondo quella stessa tradizione – dovreste conservare sino al giorno del matrimonio e che, per fortuna anche nostra, non è che un pallido ricordo per molte o una condizione pre adolescenziale per altre (considerando l’età media del matrimonio intorno ai 30 anni e certi turbinii di traffico tra le lenzuola). Un retaggio del passato che ricorda omicidi d’onore, la lapidazione di certi fondamentalismi e la segregazione imposta per millenni da famiglia e società. Ci si aspetterebbe una sollevazione di popolo contro i simboli della schiavitù ed invece, straordinariamente, sono riusciti a “cambiare il gioco” convincendovi che quell’abito significa che, in quel giorno, siete delle Principesse al gran ballo della vita. I veli, gli strascici, il fatto di esser le uniche autorizzate a vestire in quel modo, sono gli ami tesi per catturarvi e voi abboccate come le boghe più ingenue. Con lo stesso metro logico ci dovremmo aspettare di vedere i neri americani che girano per strada con catene, magari di plastica, ai piedi. Non voglio nemmeno prendere in esame quelle matte che si trasformano in meringhe vaporose tra pizzi, merletti e veli o che si tirano come fossero le dive di Hollywood. Trucchi pesanti e abiti stile Madame Pompadour (ogni riferimento …) e spesso il risultato sfiora (o travalica) il ridicolo. Una ragazza carina, magari non una modella ma piacente, si trasforma nella caricatura di una “mignottona” in abito nuziale. Pensateci e riflettete bene anche perché quel poveretto che vi aspetta in chiesa e che vi vede tutte le mattine con il pigiama di peluche, potrebbe non reggere e scoppiare a ridervi in faccia. Per non parlare poi di quelle “sciantose” con strascico e velette che entrano come fossero la principessa Diana e poi, al primo intoppo, cristano e smadonnano come il peggiore degli scaricatori di porto. Pessime. Vi suggerisco un esercizio di riflessione. Dimenticate il matrimonio della Vs amica, quella odiosa che si è comprata l’abito da Valentino e vi ha detto di averlo pagato 3000 euro solo per farvi invidia e soffermatevi, invece, su come siete voi realmente. Pensate che la persona che dovrà restare più sorpresa (considerato anche che non vi può vedere prima) dovrebbe essere lo sposo. Provate a pensare un attimo a come vorrebbe vedervi lui. A come vorrebbe vedere i vostri capelli, a quale acconciatura, a quale livello di trucco. Ecco… se mi date retta quella è l’immagine cui dovreste fare riferimento.

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Perchè un blog sul matrimonio?

E me lo chiedete? Pensavate davvero che io arrivassi ad un appuntamento tanto importante/allucinante senza rendervi partecipi delle peripezie, delle tribolazioni, delle scenette esilaranti e delle terribili “menate” che lo accompagnano? Sono certo che molti di voi stavano contando i secondi. Vi aspettavate, insomma, che sarei arrivato a “rompere le palle” anche per questo evento che troppo spesso è ammantato di atmosfere romantiche e di discorsi zuccherosi ma che in realtà è una vera e propria trasformazione dell’essere umano. Nel bene o nel male, giudicherete voi. Mi farebbe piacere scrivere di episodi seri e di facezie. Di argomenti spirituali e di torture psicologiche. Nessuna censura, nessun belletto o formalismo. L’unica cosa che non troverete su questo blog sono i nostri nomi e quelli dei protagonisti, più o meno involontari, di questa avventura.

Naturalmente questo è anche un luogo di confronto e di informazione. Stiamo preparando un matrimonio e ci piacerebbe poter essere di qualche utilità a chi ci legge e, magari, sta per prendere questa importante decisione. Scriveteci nello spazio dei commenti e vedremo di rispondervi.

Se avete perplessità, se pensate che ci sia qualcosa che vada detto. Commentate, commentate, commentate…    (il quasi sposo)

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