Archivio per Corso Prematrimoniale

don X

 Più ci penso e più spero che sia don X a sposarci. Non vorrei nessun altro a celebrare quel giorno. Non vorrei un altro prete a segnare l’inizio della nostra vita insieme.

Sarei felice di avere lui, il suo intercalare, la sua vociona, le sue risate sotto i baffi (che non ha), la sua timidezza nascosta da modi burberi e il suo dito alzato a mettere il punto alla fine della conversazione.

Ieri sera siamo stati sino all’una di notte a parlare con lui. Con un prete! Per il futuro marito credo sia un evento più unico che raro.

Abbiamo parlato di tutto, mica solo di religione, abbiamo riso, parlato delle nostre famiglie, riflettuto su temi importanti. Quasi come amici. Certo lui parlava con noi come tra coetanei, non prete/fedeli.

E poi don X è giovane, poco più di noi, e a suo modo è anche innovativo, rispetto all’azienda che rappresenta almeno  ;-), e ha le idee simili alle mie, alle nostre, su tante cose

Quasi sposo, ho detto SIMILI, non uguali!

Don X ha sorriso di fronte al nostro timore di confessargli che già convivevamo, quando si parlava di rapporti prematrimoniali ha sottolineato la bellezza e l’importanza della sessualità, mi ha fatto prendere la comunione nonostante mia madre mi consideri nel peccato, sorride di fronte alle resistenze passate del futuro marito al matrimonio, l’ha persino convinto a prendere la cresima!

Insomma, mi ha fatto sentire a casa dopo un periodo un po’ travagliato di conflitti con la fede

Non è perfetto, sia chiaro. Ha i suoi difetti, per carità, ma sarei proprio felice se fosse lui a venire in trasferta, nella chiesetta in campagna, per unirci in matrimonio. E so che sarei più a mio agio con lui e farebbe un’omelia come un amico che ormai ci conosce meglio di quanto credevamo. Non so, mi sembrerebbe di iniziare il viaggio con una marcia in più

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Corso prematrimoniale – Amare è… (secondo incontro)

Nel corso del secondo incontro del corso prematrimoniale ci è stato chiesto di riflettere su alcuni quesiti: cosa è l’amore? Perché è difficile amare? Siamo innamorati o ci amiamo? Amare è sempre volere il bene dell’altro?

I kapò hanno attaccato un bel foglio di carta bianca alla parete e hanno scritto “amore è”..  Riuniti nel consueto cerchio ancestrale (quello che per gli scout è inviolabile) ci hanno chiesto di dire cosa è, per noi, l’amore. Alle prime battute ci siamo tenuti sul colto ma poi, in breve, l’atmosfera è scivolata sul patetico andante… amore è coccole, amore è tenerezza e così via. La fiera delle banalità è andata in scena in tutta la sua articolata umanità. Uno spunto interessante è arrivato da una coppia che ha avuto un grave lutto familiare e che ha proposto che l’amore è assenza di morte. Il riferimento al lutto era evidente ma dopo qualche battuta il sacerdote ci ha parlato dell’amore come assenza di morte nella chiesa orientale. Incuriosito ho chiesto lumi e ho scoperto che pare (certezze non ne ho e posso aver mal compreso) nella chiesa orientale esiste il concetto di amore (matrimonio) che finisce per la “morte spirituale” del coniuge. Un esempio per capire… se tuo marito ti sfracassa di botte e non è più l’amorevole compagno di un tempo, ebbene probabilmente è “morto spiritualmente” e dunque non è necessariamente ancora tuo marito. Ed ancora, se tua moglie ammazza una persona, è morta spiritualmente e dunque puoi chiedere il divorzio o, forse sarebbe meglio dire, lo scioglimento del matrimonio. Un temone per la visione cristiano cattolica (d’occidente) del matrimonio indissolubile. Da noi si scioglie il matrimonio perché quel giorno non si capiva quel che si faceva, perché il coniuge non può o non vuole fare figli. Recentemente è scoppiata una buriana anche perché una coppia ha chiesto l’annullamento perché lei non era vergine ed ancora perché la mamma di lei rompeva i coglioni…ma questa è tutta un’altra storia. Converrete che è ben strano che, all’interno della medesima religione, vi siano concetti così differenti. Ad ogni modo anche io ci ho messo del mio ed è partito il primo scazzo del corso.  Al mio turno, infatti, ho detto che penso che l’amore è un sentimento e, in quanto tale, non può che esserci o non esserci. Non avevo finito di parlare che già si potevano vedere le scintille negli occhi dei Kapò. Forse più turbati dalla conseguenza concettuale che dal significato reale di quanto stavo dicendo. E così è partita la “correzione”. Era urgente, evidentemente, ricondurre il filo logico del ragionamento a un percorso ben tracciato. Ho capito solo dopo come hanno interpretato le mie parole. Se l’amore c’è o non c’è ed il matrimonio è amore… il matrimonio stesso c’è o non c’è. Diciamo meglio… il matrimonio, come l’amore, può finire.

Io penso che sia un ragionamento accettabile ma non è quello che volevo dire. Comunque è seguita una divertente scenetta in cui una delle Kapò, quella più talebana ma abile affabulatrice, si è messa a parlare delle scelte adolescenziali della figlia evidentemente alle prese con piccoli amori. Ovvi e temo mal tollerati dalla mamma. “L’amore si costruisce giorno per giorno – ha detto abile – e se ti accorgi che qualcosa non va devi intervenire prima che l’amore finisca”. Anche questa argomentazione è validissima e accettabile. Potrei ribattere che se tuo marito inizia a prenderti a schiaffoni tutti i giorni… ma è dialettica. Poi è passata al dileggio… “l’amore va coltivato e prima che si esauriusca ci sono mille gradini di affievolimento in cui si può ancora intervenire. Solo gli adolescenti hanno pensano che l’amore pssa finire e sono sciocchezze”. Avrei voluto rispondere che l’amore, nei numerosi gradini di cui parlava esiste, c’è… e quindi è solo filosofia ribadire che o c’è o, appunto, non c’è. Quando le ho provate tutte… l’amore può finire. Punto. Ma la risposta piccata della Kapò, abilmente propinata come aneddoto, mi ha fatto imbufalire. Ho atteso di poter parlare e le ho detto calmo e serafico ma con voce ben impostata: “io sono qui per discutere e confrontarmi ed è ovvio che non abbiamo tutti le stesse idee. La mia vale quella degli altri e non è carino definire “sciocchezze” le opinioni altrui”. Mentre potevo leggere nella mente della tizia la sequenza di armi che avrebbe voluto usare l’altra coppia è intervenuta e ha sviato il discorso. Abilmente o per autentica convinzione (non lo sapremo mai) la frase è stata comunque inserita nel cartellone… dunque l’Amore c’è o non c’è.

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Corso Prematrimoniale – Procreazione Responsabile

Il valore della vita. Procreazione Responsabile

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Corso Prematrimoniale – Tenerezza e Affettività

  1. L’armonia di coppia. Tenerezza e affettività

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Corso Prematrimoniale – Il sacramento del matrimonio

Il giorno del nostro matrimonio. Il sacramento del matrimonio

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Corso Prematrimoniale – Pure la domenica?

Domenica … la nostra coppia incontra Gesù (messa 9.30, pranzo, dibattito)

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Corso Prematrimoniale – Le diversità che uniscono

 

  1. Le diversità che uniscono

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Corso Prematrimoniale – Amare è….?

 

  1. Amare è….

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Corso Prematrimoniale – Commenta la pubblicità

In uno dei primissimi incontri del corso prematrimoniale ci hanno messo davanti ad un tavolo con sopra, sparsi gli uni sugli altri, un gran numero di pagine di pubblicità strappate da settimanali e mensili.

I Kapò, così chiamerò da ora i componenti delle coppie sposate, ci hanno invitato a guardarle e a sceglierne una che, in qualche modo, parlasse di noi.

Poichè avevo il terrore dell’inculata mi sono tenuto, come spesso faccio in situazioni di difficoltà, sull’estremamente vago. Ho visto una pubblicità della Timberland con una tipa con macchina fotografica in mano e che scrive su un libercolo tipo appunti di viaggio. La tipa è seduta ed abbigliata da far pensare ad una gita come ad un viaggio estremo. La scritta a corredo dice: “Equipped for travel“.

Ci siamo guardati tutti come si guarderebbero gli agnelli pochi giorni prima di Pasqua in un recinto del macello pubblico e siamo tornati verso le nostre sedie, attendendo il supplizio con tibetana rassegnazione.

“Ora – hanno detto i Kapò – ognuno di voi ci illustrerà perchè ha scelto la pubblicità e la illustrerà ai compagni”.

Il primo pensiero è andato alla parola “compagni” che pensavo fosse stata cancellata dal lessico delle parrocchie già dalla fine degli anni 70.

Il secondo è stato di sorpresa poichè mi domandavo cosa avrebbero detto certi ominidi, a metà strada tra il paramecio e la spugna nella scala evolutiva, ma il terzo è stato di autentico terrore.

Può sembrare strano ma non ho alcun piacere di parlare in pubblico. Specie di cose che mi appassionano poco o nulla e a maggior ragione se so che qualunque cosa dico può essere usata contro di me.

Curiosamente anche gli ominidi meno evoluti hanno invece prodotto suoni articolati e comprensibili arrivando a concetti quasi interessanti come: ho scelto i bambini perchè ne voglio tanti – oppure – ho scelto la foto del viaggio perchè ci piacerebbe molto viaggiare. Quest’ultimo poi mi ha pure fregato l’idea perchè, ovviamente, la mia scelta era ricaduta proprio sull’argomento del viaggio e della scoperta. Me la sarei cavata lo stesso ma mi dispiaceva non essere originale.

La cosa che più stonava era il “commento al commento” dei Kapò che, dimostrando doti da alpinista, la mettevano sempre sul messaggio cristiano. Scontati i miagolii compiaciuti ad ogni riferimento a figli, neonati, pargoli, pannolini, ciucciotti, pappette e via dicendo. Meno graditi quelli “vaghi”.

Ho notato che una delle Kapò teneva in mano una cartellina con fogli e penna e si annotava alcune delle cose che andavano dette. Scarabocchiava compiaciuta ad ogni pargolo citato e guardava il soffitto a frasi del tipo: “ho scelto la pubblicità della kavasaki perchè mi piacciono le moto”.

A dire la verità forse avrei fatto altrettanto (non per il pargolame) ma sarebbe stato carino, una volta tanto, far credere ai nudibranchi che il loro pensiero era apprezzato.

Nel breve giro di un’oretta abbiamo tutti compreso che fare figli uguale bene mentre pensare a quel che ci piace e ci realizza (all’infuori del fare figli) è “superficiale”.

Memorabile, a tale scopo, la battuta: “c’è tanto desiderio di evasione” alla terza persona che ripeteva che le piacerebbe viaggiare molto.

Ok, Kapò, messaggio ricevuto, un buon cristiano prima pensa a ingravidare la moglie… e poi, eventualmente, a scoprire che Egitto non è quel luogo dove vivono i faraoni e dove si costruiscono le piramidi e che Africa non significa deserto, sete, fame, ladri, musulmani cattivi pronti a convertirci con la forza.

Meno male che la lezione termina e ce ne andiamo a casa. Io sto pensando a dove andare in viaggio di nozze… sarò un pessimo cristiano?

 

 

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Corso Prematrimoniale – Possiamo dire di conoscerci?

Nel corso del primo incontro del Corso Prematrimoniale ci è stato chiesto di rispondere ad alcune semplici domande: Cosa vi ha colpito di lui/lei? Quando vi siete incontrati quali sensazioni, quali emozioni, cosa pensavate? Poi ci hanno fatto partecipare al ”gioco del lo/la conosciamo davvero?” e queste le domande cui rispondere: Quale è la cosa che lo/la fa più arrabbiare? Quale è quella cosa che gli fa più piacere? Quale è la sua data più importante? Quale è il suo sogno ne cassetto?

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