L’appuntamento era fissato al casello autostradale di Genova Voltri. “Troverete un furgoncino bianco – ci hanno detto al telefono – vedrete altre auto che aspettano”. Più che una consegna di confetti e sacchettini sembrava lo scambio di un narcotrafficante colombiano o, al massimo, uno di quei messaggi dei rapitori alla consegna del riscatto. I due promessi sposi si sono messi in macchina e sono partiti. Direzione il fantomatico casello di Genova – Voltri. “Dobbiamo fare qualche segnale? – scherzava il nubendo – O magari uscire con le mani bene in vista?”. La faccenda era tremendamente seria ma l’atmosfera era tardo adolescenziale. Arrivati al casello si paga il biglietto (il telepass…maledizione, devo andare a farlo) e si procede “direzione Arenzano, svoltando sulla destra, proseguite per 100 metri e vedrete il furgone”. Le indicazioni erano chiarissime ma di spiazzi nemmeno l’ombra e i nubendi iniziavano ad avere qualche preoccupazione. Mesi prima, ad Alessandria (e più precisamente presso il centro sposi della ValMadonna) avevano prenotato bomboniere e sacchettini in quantità tali che nemmeno l’Imperatore della Cina avrebbe eguagliato. Come al solito erano partiti per “spendere il meno possibile” e si erano ritrovati a scegliere tra sacchettini in seta imperiale ricamati in oro e platino e porta-confetti in damascato fatto a mano secondo la segretissima tradizione assiro-babilonese. Si erano quasi dimenticati di quell’appuntamento. Sembrava una cosa fatta e invece… Quando la tensione stava salendo alle stelle ecco, sul marciapiede opposto, il furgoncino bianco con i portelloni posteriori aperti e dietro una serie di macchine parcheggiate in modo “fantasioso” da cui erano scese una decina di persone, in coppia o meno, che si guardavano attorno come se dovesse arrivare la polizia da un momento all’altro. “Ma che diavolo di appuntamento è – chiedeva il promesso sposo – è un raduno di mafiosi?”. Poco dopo, uno dopo l’altro, i clienti – tutti prossimi alle nozze – hanno iniziato a presentarsi al conducente con i propri nomi: luca e anna, mario e laura, giovanni e rosa… Il tizio annuiva, si infilava nel furgone e ne usciva con enormi scatoloni carichi di confetti, bomboniere, partecipazioni e fiocconi di tutti i colori. Poi si passava al pagamento, scontrino (una sorpresa in Italia) e via. Al turno dei nubendi, come tossici al sert per la dose di metadone, ecco gli scatoloni ben confezionati, ecco lo scontrino, ecco i soldi. PS: la storia è romanzata. L’appuntamento è stato “particolare” ma non possiamo davvero lamentarci… abbiamo prenotato, nessun anticipo, consegna a Genova e nessun ulteriore viaggio in ValMadonna. Davvero ottimo…
Archivio per Le bomboniere
ValMadonna – Ultima Frontiera (secondo)
E’ giunta l’occasione per una nuova puntatina in quel di Alessandria con meta finale il celeberrimo Cesaro Atelier della ValMadonna. Decantate le qualità praticamente magiche del centro, gli sposi non potevano proprio rinunciare ad una visita. Memori del fallimento tragico della passata missione sono partiti di venerdì ed hanno raggiunto l’amena località del Basso Piemonte. Il centro è enorme. Un edificio a metà strada tra il centro commerciale, il ristorante centro ricevimenti ed il negozio. Si raggiunge abbastanza facilmente una volta raggiunta Alessandria. All’interno un salone con tutte le bomboniere che vi possiate sognare (belle e brutte) e uno stuolo di gentilissime signore pronte a seguirvi nel difficilissimo compito di prendere una decisione. Gli sposi hanno detto cosa cercavano e in quattro e quattr’otto si sono trovati con il contratto firmato in mano. Tutte le variabili possibili, tela di juta come desiderato, colore chiaro, chiusura con girasole e dimensioni ridotte per “assemblaggio”. Unica delusione veramente tragica è stata quella dei confetti. Mentre erano nel salone gli sposi sono stati convinti ad assaggiare una decina di confetti diversi. Ripieni di frutta, cioccolate varie e persino limoncello e nutella. Peccato che, in estate, sia sconsigliatissimo tale tipo di confetto. La signora che li ha serviti ha detto che li avrebbero messi solo a nostro rischio e pericolo. I confetti si rompono, macchiano i sacchetti e loro li rifanno ma a pagamento. Insomma…niente confetti di gusti diversi… peccato. Ci rifaremo con la confettata.
All’atelier c’è anche la boutique per lo sposo e la sposa e quindi una capatina è stata d’obbligo anche perchè il tempo stringe e l’abito dello sposo manca ancora. La scelta è praticamente infinita. Si va dai normali completi scuri agli abiti più elaborati e francamente ridicoli. Pizzi e fronzoli, scarpe con i brillantini e giacche lucide con arabeschi degni del più assurdo dei circhi. De gustibus, dicevano gli antichi e di “gusti” ce ne sono davvero tanti. Lo sposo ha provato completi da 800 euro, panciotti grigi e scuri, abiti con righine e riflessi vari, il tutto accompagnato da una camicia di seta grigetta con necessità di gemelli. Non si è sentito a posto con nessuna dlle combinazioni. “Sembro un pinguino” il commento più ricorrente. Bomboniere Ok, abito KO
ValMadonna – Ultima Frontiera (primo)
I promessi sposi hanno ricevuto più di una volta e da persone diverse, il consiglio di visitare il mega centro di Cesaro Atelier in ValMadonna, in provincia di Alessandria. Dopo qualche ritrosia hanno deciso di fare un saltino anche là, nella convinzione che, nei preparativi per un matrimonio, è importante vedere il più possibile. Le occasioni, infatti, sono dietro l’angolo. Così una domenica mattina, salgono in macchina e partono per Alessandria. Hanno il GPS ed un’amica ha cercato su Internet l’indirizzo corretto. Un’oretta di macchina e giungeranno a destinazione. Come sempre il navigatore farà le bizze e li farà girare come scemi e poi… la sorpresa. Il centro è chiuso la domenica. Lo sposo vorrebbe sapere dal lettore cosa avrebbe fatto lui se la futura consorte gli avesse fatto fare un’oretta di macchina, la domenica, per poi scoprire che il negozio da vedere è chiuso. Lo sposo si chiede perchè il sito del centro www.cesaroatelier.it non dice che il centro è chiuso alla domenica.
Casa Mia e le bomboniere
Tra le tante voci che ci sono giunte durante la lunga fase dei preparativi, più di una riguardava il negozio Casa Mia di Sestri Ponente. Tramontato il piano A (juta grezza) ecco gli sposi alla ricerca di altre fonti di ispirazione. Una gita ha rappresentato l’occasione per una visita al negozio in questione. La ragazza al banco è stata molto gentile e garbata e dopo qualche esitazione iniziale, forse anche spinta dalla nostra totale libertà di espressione e commento, si è lasciata andare e ci ha suggerito soluzioni davvero interessanti e valide. Tema sempre lo stesso: juta, trama fitta, colore chiaro, confetti multigusto e girasoli. In più, questa volta, la sposa si è portata un campione dell’oggettino misterioso che accompagnerà le bomboniere (o si dice sacchettini? mah). Qualche attimo di esitazione perplessa di fronte all’oggetto – reazione tipica di tutti coloro che vedono il misterioso oggetto – e poi una valanga di consigli e suggerimenti. Davvero molto brava e professionale. Gli sposi hanno deciso per il topping della torta (banalmente la statuina sulla torta) e per un paio di sorprese volanti.. ma niente anticipazioni. Non roviniamo tutte le sorprese. Incredibilmente non prenotiamo nulla…
Le bomboniere solidali di Emergency
Gli sposi hanno deciso, mesi prima dell’evento, di cogliere l’occasione dell’acquisto delle bomboniere per aiutare concretamente al miglioramento di questo zozzo Pianeta. Hanno cioè deciso di non regalarvi, assieme al consueto “sacchettino” di confetti, una copia del David di Donatello o il solito piattino o questo o quell’orribile pupazzetto. Una di quelle chincaglierie oscene che fanno bella mostra di sé su ripiani e credenze delle nostre abitazioni. Segno imperituro del cattivo gusto di chi ce le ha regalate e condanna all’ergastolo (salvo divorzio della coppia) per il ricevente. Hanno deciso di non costringervi a collezionare l’ennesima boiata in ceramica, vetro, argento (con rispetto parlando per chi ha fatto questa scelta, trattasi, appunto, di scelta) e hanno preferito devolvere la somma destinata all’acquisto dell’orrore a una Associazione Onlus che si occupa di aiutare le vittime civili delle guerre o le popolazioni in difficoltà. Gli sposi hanno scelto di devolvere la somma ad Emergency (www.emergency.it)
Potete scoprire sul sito a cosa serviranno quei soldini e chi aiuteranno e persino, se siete delle pettegole impenitenti, quanto hanno speso. Non vi chiedono di accogliere la decisione con un applauso ma, semmai, di non guardare l’oggettino che vi consegneranno con lo stesso sguardo di “schifo” con cui li hanno guardati i vari fortunati che li hanno potuti vedere in anteprima. In primis perché sono costati più di quanto immaginate e poi perché con quella somma hanno scelto di aiutare concretamente chi è meno fortunato di loro. Se siete scandalizzati per la decisione, se l’oggetto non vi piace, se avreste preferito un ninnolo per la vostra mensola, se pensate che abbiano voluto risparmiare, se pensate che sia davvero di cattivo gusto… pensate ai gusti dello sposo e al rischio che avete corso. Questo oggettino lo potete buttare dicendo di averlo usato…e non sarete costretti in eterno a tirarlo fuori dall’angolino dove nascondete le bomboniere orribili che vi hanno regalato, ogni volta che vengono in casa “quei due scemi”.
