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Il Ricevimento – note generali

Il ricevimento di nozze è certamente uno dei punti più delicati del matrimonio.

Molti infatti i contrasti che possono nascere nella scelta del luogo. La coppia avrà modo di mettere alla prova le capacità di mediazione e di equilibrio che dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – poi servire a mantenere a lungo il rapporto.

Se girate su Internet trovere mille consigli e suggerimenti ma io voglio illustrare la cosa come l’ho veduta.

Dovrete decidere che tipo di ricevimento volete fare. Ricco o alla buona. Sontuoso e hollywoodiano o sincero e raccolto.

Sarete molto fortunati se, come è accaduto a me, il futuro sposo e la futura sposa hanno pensato alla stessa cosa.

Dovrete senza dubbio arrivare a dei compromessi ma è meglio partire da una visione comune.

A volte lui vorrebbe invitare 20 amici per una pizza con birra e rutto libero mentre lei vorrebbe il parco della villa di Los Angeles con 2mila invitati e tutto fiumi di champagne ed elicotteri che lanciano petali di rosa.

Comprenderete dunque che la faccenda, in questo caso, risulta piuttosto spinosa.

Se non siete fortunati e la vostra lei ha un’idea diametralmente opposta alla vostra potete sempre metterla sul piano economico. Una frase ad effetto potrebbe essere questa: “se paga tuo padre facciamo quello che vuoi”. Di solito basta a far atterrare gli elicotteri, a trasformare lo champagne in prosecco e a ridurre a un decimo gli invitati.

Di norma, invece, sono i consuoceri ad accollarsi la spesa del ricevimento. Giustizia vorrebbe una ripartizione al 50% ma è celebre il detto “tra moglie e marito non mettere dito” e dunque le variabili sono pressochè infinite e sarebbe filosofia proseguire il discorso.

Quasi certamente avete già parlato, prima d’ora, di come avreste sognato il matrimonio ed il ricevimento. Dunque sapete – o pensate di sapere – cosa vorrebbe la vostra adorabile futura mogliettina.

Preparatevi a questa fase dei preparativi come il condannato a morte che si appresta al patibolo. Potrete urlare e dibattervi, ritardare e chiedere pietà. Ma alla fine voi soccomberete e il boia (la vostra lei) avrà quel che aveva deciso.

Se volete dar retta a uno scemo (il sottoscritto) limitatevi a una prima trattativa generale nel corso della quale illustrate esattamente quello che vorreste. L’atmosfera, il luogo, il numero degli invitati e anche – datemi retta – la spesa che vorreste sostenere.

Se il discorso viene affrontato nella fase iniziale di intontimento della futura sposina (scientificamente le 36/48 ore successive alla capitolazione del futuro sposo sul tema: quando ci sposiamo?) vi sono buone speranze che, dopo, non possa esagerare nelle scelte in direziona ostinata e contraria.

Dopo sarà solo un monologo… lei che passa dalle tovaglie di carta a quelle di seta, lei che passa dal piatto di spaghetti in una trattoria ai tagliolini di astice vivo servito da camerieri in livrea settecentesca al ritmo della musica di Mozart suonata dalla Philarmoniker di Vienna (proprio quella con i 300 musicisti).

Se vi sarete accordati prima potrete sostenere un minimo di battaglia di conservazione delle barricate… diversamente sarete travolti.

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