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Partite in ritardo le partecipazioni

I promessi sposi devono scusarsi pubblicamente, attraverso questo blog, per il ritardo con cui sono state inviate/consegnate le partecipazioni.
A “remare contro” è stato lo Staff dei Servizi Segreti, reparto acquisizione Informazioni.
Gli agenti dovevano recuperare gli indirizzi degli invitati e…diciamo che si sono state delle difficoltà.
I promessi hanno così iniziato una consegna “a mano” presso parenti più prossimi ed amici e sono riusciti solo in queste ore ad entrare in possesso della “lista” fornita dagli agenti.
In breve sono stati trascritti i nominativi e gli indirizzi. Sono state sigillate le buste (anche se non si dovrebbe) e spedite per posta prioritaria.
Vi giungerà una busta con all’interno la partecipazione vera e propria, l’invito al ricevimento e… una breve guida per raggiungere le località oggetto dei festeggiamenti.

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È arrivato il primo regalo

Una gradita sorpresa ha stupito i promessi sposi. Il servizio di spionaggio dei servizi deviati ha infatti comunicato che “qualcuno” (in realtà sappiamo tutto di lui/lei) ha fatto il primo regalo di nozze.
I due, stupiti ma felici, si sono subito messi in contatto con il loro agente all’Havana e hanno appreso le credenziali del “donante” e l’entità donata.
Trattasi di oggetto inserito nella lista di nozze dalla nubenda quindi proveniente dalla “cerchia” delle amicizie della stessa.
Oggetto simpatico e graditissimo alla promessa ma di esclusiva pertinenza femminile.
Il promesso sposo, appresa la notizia, ha organizzato un summit straordinario con il suo Staff di stregoni e sciamani e ha inviato un primo “ringraziamento” cui farà seguito quello tradizionale.
Se il giorno delle nozze vedrete qualcuno/a che si aggira per la festa come un’anima in pena, senza riuscire a sedersi a causa di “un certo fastidio”… beh, quella è quasi certamente la persona in questione.
Il nubendo non è però cattivo dentro. Ha disposto affinché il suo Staff sciamanico preveda una possibilità di redenzione per il/la colpevole.
È possibile evitare il terribile incantesimo versando un cospicuo quantitativo di denaro nella lista di nozze denominata “lista viaggio”.
La persona è avvisata…

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Sbagliate le buste delle partecipazioni

Sembrava troppo bello per essere vero e, infatti, il tragico destino beffardo si è accanito contro i promessi sposi.

Il folletto della Tipografia, un ometto alto alto, lungo e dall’aria stralunata non si è accorto che nelle buste, di partecipazioni, ce ne stanno due…

“Ma come azz…” si è domandato il nubendo – “Le avrai ben viste?”.

I poveretti hanno passato il pomeriggio di sabato a cercare le buste più adatte.

Potevano trovarle in un posto più “economico” di Barisone, a Campetto?

Ovviamente no. Le avessero fatte fare su misura…spendevano meno.

Pensateci quando le avrete tra le mani.

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Documenti vari per il Processicolo

Dopo aver preso la Cresima il nubendo pensava di essere a buon punto. Pensava che certificati e certificatini fossero ormai un ricordo mentre, invece, era solo l’inizio. Dopo aver ritirato il certificato di cresima in curia il nubendo si è presentato al parroco ed ha ricevuto la ferale notizia. Il certificato va portato alla parrocchia di battesimo per la registrazione e sempre li avrebbe dovuto ritirare un certificato di battesimo e cresima ad uso matrimonio. Con il documento, unitamente a quello originale di cresima, sarebbe dovuto tornare dal Don per i documenti da preparare per il Comune e per il famigerato “processicolo”. Il nubendo ha preso il pezzo di carta e si è recato nella parrocchia dove è stato battezzato. Qui è stato accolto dal “perpetuo” che ha sequestrato il certificato e lo ha invitato a tornare dopo qualche giorno per ritirare il certificato richiesto. Nessuna invocazione o preghiera è servita ad evitare il secondo passaggio. Alla richiesta di riconsegnare almeno il certificato, il perpetuo ha risposto che il pezzo di carta sarebbe stato registrato su apposito registro  e poi distrutto. Il parroco richiedente si sarebbe dovuto accontentare del certificato di battesimo e cresima. Tornato sui suoi passi il nubendo è stato ripreso dal suo parroco. “No, devi portarmi il certificato ma anche quello della Curia perche devo registrarlo anche io”. E quindi eccolo a dover tornare.

A farlo, per il nubendo, è stato il povero padre che ne è uscito con il certificato, sbagliato, e senza quello originale della Curia. Il nubendo ha scoperto che era sbagliata la parrocchia di Cresima e la data di nascita. Si torna… ma inutilmente. Il perpetuo non ne vuole sapere di consegnare il certificato originale e rifiuta di cambiare il luogo dove sarebbe avvenuta la Cresima (la parrocchia di appartenenza e non la cattedrale). Giunti quasi alla disperazione riusciamo ad ottenere tutto ma solo dopo la minaccia di far parlare tra loro i parroci (che nel frattempo si sono scambiati ogni genere di insulto). Alla fine il nubendo ottiene quanto cercato ma con la data di nascita cancellata con il bianchetto… si vede che non sa quando è nato.

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Scusi? Lei è parente dello sposo?

Scusi? Lei è parente dello sposo o della sposa? Potevate sentirvi porre anche questo quesito nel corso del ricevimento, nel fatidico giorno. Il perchè è presto detto… la madre dello sposo ha tentato il colpo di mano acchiappando la futura nuora per portarla da Corsanego, noto centro bomboniere nel centro storico genovese. Qui, approfittando della sudditanza psicologica del rapporto nuora-suocera, le ha confessato di voler assolutamente acquistare alcuni oggettini da donare “almeno ai parenti”. Alle timide rimostranze della nuora ha calato persino il famigerato asso: “guarda – ha detto la suocera – piuttosto li pago io!”. Segue carrellata di mostruosità fantozziane e strategia di contenimento del danno della nuora. Alla fine si tratta per un piattino in vetro fumè dal tenue color bottiglia di birra…una cagata, insomma.  La commessa asseconda la Signora e inveisce contro le scelte di chi decide per le bomboniere solidali. “Chissà a chi vanno i soldi” – insinua – e con le scelte dei giovani i negozi chiudono. Come fosse colpa delle Onlus la crisi mondiale.

Tornata a casa la sposa rivela la macchinazione ordita dalla suocera e manifesta alcune “perplessità”: anche ammettendo che si decida per questa soluzione, e che la suocera paghi le bomboniere “almeno per i parenti” … ci ritroveremo con bomboniere solo per i parenti dello sposo? E, diversamente, sceglierà lei le bomboniere anche per i parenti della nuora? Mah… lo sposo decide per il ricorso alla diplomazia. Niente bomboniere o dovranno passare sul mio cadavere.

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Villa Solaro (Savignone)

 

La strada per arrivare non è poca ma il luogo è davvero immerso in un angolo di natura molto piacevole. Si tratta di una villa padronale, con architettura molto particolare ed elegante, immersa in un ampio giardino cui si accede da un viale in ghiaia.

Si lascia l’auto sotto alcuni castagni secolari che sono curati come bonsai. Molto belli durante l’autunno sebbene vi siano foglie e castagne a terra.

La villa ha un porticato piuttosto ampio per gli antipasti o per l’aperitivo. Una sala interna per un massimo di 75 / 80 invitati

Un ampio giardino esterno e possibilità di utilizzare un prato molto ampio e di lasciare le auto in un parcheggio poco distante riservando il piazzale alla sola auto degli sposi.

La cucina è ligure-trentina con piatti molto buoni e ricercati, merito del cuoco, decisamente bravo.

Personale garbato e dai modi raffinati, forse eccessivi. Scelta di vini superiore (considerando però che non sono un esperto).

Anche in questo caso abbiamo pranzato prima di accennare alle nostre esigenze.

Ottimi i taglieri di formaggio e di salumi, i primi ed i secondi. Buono il vino.  

Forse anche in questo caso il conto, sebbene adeguato, stona un po’ con il lungo viaggio che occorre fare per arrivare.

Per quanto riguarda il rinfresco occorre sottolineare che, se volete mangiare seduti all’interno, non potrete invitare più di 80 persone. Diverso il discorso se volete far attrezzare dei dehors all’esterno o far mangiare a buffet.

Il numero degli antipasti è impressionante così come la varietà dei primi e dei secondi.

I vini sono compresi ( 1 bottiglia ogni 4 persone) mentre la torta non lo è.

Ovviamente sono a parte anche gli addobbi floreali.

La richiesta è di 60/70  euro a persona.

Lo sposo ammette di aver avuto una infatuazione per il luogo, molto riservato ma non eccessivo. Con il parcheggio ben separato dal luogo del ricevimento e con un ampio prato per sdraiarsi con una coperta o con cuscini.

Elementi che ci hanno spinto a lasciar perdere: ignoti

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La Villa (Savignone)

in fase di elaborazione

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Corso Prematrimoniale – Commenta la pubblicità

In uno dei primissimi incontri del corso prematrimoniale ci hanno messo davanti ad un tavolo con sopra, sparsi gli uni sugli altri, un gran numero di pagine di pubblicità strappate da settimanali e mensili.

I Kapò, così chiamerò da ora i componenti delle coppie sposate, ci hanno invitato a guardarle e a sceglierne una che, in qualche modo, parlasse di noi.

Poichè avevo il terrore dell’inculata mi sono tenuto, come spesso faccio in situazioni di difficoltà, sull’estremamente vago. Ho visto una pubblicità della Timberland con una tipa con macchina fotografica in mano e che scrive su un libercolo tipo appunti di viaggio. La tipa è seduta ed abbigliata da far pensare ad una gita come ad un viaggio estremo. La scritta a corredo dice: “Equipped for travel“.

Ci siamo guardati tutti come si guarderebbero gli agnelli pochi giorni prima di Pasqua in un recinto del macello pubblico e siamo tornati verso le nostre sedie, attendendo il supplizio con tibetana rassegnazione.

“Ora – hanno detto i Kapò – ognuno di voi ci illustrerà perchè ha scelto la pubblicità e la illustrerà ai compagni”.

Il primo pensiero è andato alla parola “compagni” che pensavo fosse stata cancellata dal lessico delle parrocchie già dalla fine degli anni 70.

Il secondo è stato di sorpresa poichè mi domandavo cosa avrebbero detto certi ominidi, a metà strada tra il paramecio e la spugna nella scala evolutiva, ma il terzo è stato di autentico terrore.

Può sembrare strano ma non ho alcun piacere di parlare in pubblico. Specie di cose che mi appassionano poco o nulla e a maggior ragione se so che qualunque cosa dico può essere usata contro di me.

Curiosamente anche gli ominidi meno evoluti hanno invece prodotto suoni articolati e comprensibili arrivando a concetti quasi interessanti come: ho scelto i bambini perchè ne voglio tanti – oppure – ho scelto la foto del viaggio perchè ci piacerebbe molto viaggiare. Quest’ultimo poi mi ha pure fregato l’idea perchè, ovviamente, la mia scelta era ricaduta proprio sull’argomento del viaggio e della scoperta. Me la sarei cavata lo stesso ma mi dispiaceva non essere originale.

La cosa che più stonava era il “commento al commento” dei Kapò che, dimostrando doti da alpinista, la mettevano sempre sul messaggio cristiano. Scontati i miagolii compiaciuti ad ogni riferimento a figli, neonati, pargoli, pannolini, ciucciotti, pappette e via dicendo. Meno graditi quelli “vaghi”.

Ho notato che una delle Kapò teneva in mano una cartellina con fogli e penna e si annotava alcune delle cose che andavano dette. Scarabocchiava compiaciuta ad ogni pargolo citato e guardava il soffitto a frasi del tipo: “ho scelto la pubblicità della kavasaki perchè mi piacciono le moto”.

A dire la verità forse avrei fatto altrettanto (non per il pargolame) ma sarebbe stato carino, una volta tanto, far credere ai nudibranchi che il loro pensiero era apprezzato.

Nel breve giro di un’oretta abbiamo tutti compreso che fare figli uguale bene mentre pensare a quel che ci piace e ci realizza (all’infuori del fare figli) è “superficiale”.

Memorabile, a tale scopo, la battuta: “c’è tanto desiderio di evasione” alla terza persona che ripeteva che le piacerebbe viaggiare molto.

Ok, Kapò, messaggio ricevuto, un buon cristiano prima pensa a ingravidare la moglie… e poi, eventualmente, a scoprire che Egitto non è quel luogo dove vivono i faraoni e dove si costruiscono le piramidi e che Africa non significa deserto, sete, fame, ladri, musulmani cattivi pronti a convertirci con la forza.

Meno male che la lezione termina e ce ne andiamo a casa. Io sto pensando a dove andare in viaggio di nozze… sarò un pessimo cristiano?

 

 

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Ricevimento – Quante persone invitare?

Dovrete decidere quante persone invitare. È fondamentale per la scelta del locale. Non tutte le “location” (fa figo chiamare il luogo del ricevimento così) possono ospitare 180 persone e, viceversa, una location da 200 persone costa in proporzione di più se ci andate con 70 invitati.

Il consiglio, in questo caso è di aprire un file di excel o di word e di iniziare a inserire i nomi di tutte le persone (anche fidanzati e mogli/mariti e figli) che vorreste vedere alla cerimonia, nella chiesa, insomma. Fatelo insieme o rimpallando la lista via email tra futuri sposi.

Scoprirete che amici e parenti sono un numero impressionante. Sarebbe impossibile, a meno di essere un miliardario, averli tutti graditi ospiti al ristorante. Da qui dunque dovete partire per “sfoltire” la lista degli invitati al ricevimento.

Dopo aver fatto la scrematura mostrate la lista ai ripettivi genitori. Visto che pagano avranno ben il diritto a inserire nominativi.

Per aiutarvi a decidere su questo particolare importante vi anticipo che la spesa pro capite per invitato varia dai 55 euro ai 70 euro se restate nella media ragionevole ma può schizzare a 80 – 90 ed anche 120 euro se abitate in una grande città o se volete scegliere una location davvero molto figa.

La differenza economica tra 80/90 invitati e 200 è evidente.

Se poi volete pidocchiare – ed è umano farlo – ragionate anche sul fatto che per rientrare dell’investimento l’invitato deve essere talmente amico da spendere più di quanto spenderete voi. Un regalo da 20 euro fa piacere se è inatteso ma se arriva dal collega di lavoro che avete invitato per quieto vivere vi resterà in bocca come la spina del branzino che avete pagato 60 euro sapendo che al mercato lo avreste pagato 10.

A tal proposito io suggerisco di risolvere la faccenda colleghi di lavoro senza fare preferenze. O li invitate tutti o non invitate nessuno. Meglio una pizza matrimoniale prima o dopo la cerimonia vera e propria. Vi costerà meno e sarete più a vostro agio.

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Corso Prematrimoniale – Possiamo dire di conoscerci?

Nel corso del primo incontro del Corso Prematrimoniale ci è stato chiesto di rispondere ad alcune semplici domande: Cosa vi ha colpito di lui/lei? Quando vi siete incontrati quali sensazioni, quali emozioni, cosa pensavate? Poi ci hanno fatto partecipare al ”gioco del lo/la conosciamo davvero?” e queste le domande cui rispondere: Quale è la cosa che lo/la fa più arrabbiare? Quale è quella cosa che gli fa più piacere? Quale è la sua data più importante? Quale è il suo sogno ne cassetto?

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