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Documenti alla Parrocchia della cerimonia

Pensavate di aver finito e invece… la storia dei documenti di nozze prosegue e sembra fortunatamente in prossimità d’arrivo.
I promessi sposi sono stati a Tortona per il sigillo vescovile ed ora si recano presso la parrocchia prescelta per ospitare la cerimonia.
Siccome ai nubendi piacciono le cose semplici, la chiesa individuata è senza parroco. O meglio, vi celebra messa un frate che non può celebrare le nozze.
Occorre dunque portare i documenti al parroco “ufficiale” che si divide tra una decina di chiesette di campagna e alcune parrocchie più grandi.
Trovarlo può risultare più difficile di ottenere udienza privata dal Papa. Corre da una parte all’altra, potenza della crisi delle vocazioni.
I due promessi sposi, armati dell’ormai necessaria pazienza infinita, sono partiti per il paese vicino a quello “prescelto” per rincorrere il parroco in questione durante la tradizionale processione.
Immaginate i due poveretti che aspettano il momento giusto, tra una preghiera e la partenza della Santa Patrona su arca trasportata a spalla, per interloquire con il togato.
“Buongiorno Don – si ricorda di me? – ha esordito la numenda – sono la nipote di xxxx, cugina di xxxx, figlia di xxx, parente di xxx, amica di xxx, vicina di casa di xxx. Venivo in vacanza a xxxx, presso la casa della nonna xxx”.
Gli occhi del parroco tradivano il fatto che non avesse la più pallida idea di chi aveva davanti ma tutta quella serie di riferimenti conosciuti, alcuni annoverabili tra i notabili della zona, lo hanno messo sull’attenti. Da quelle parti certi nomi fanno tremare i monti.
Segue breve riassunto della situazione, consegna dei documenti e profusione di scuse per aver scelto un parroco “foresto” per la celebrazione.
“Bene – risponde il parroco – Non bene…benissimo”.
Speriamo sia tutto vero e, soprattutto, che la cosa non scateni una faida millenaria.

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Ma non bastano le bomboniere?

Ma non bastano le bomboniere? Con lo sguardo di chi ha scoperto di dover pagare altre 10 rate del mutuo, lo sposo è stato informato che la cifra stanziata a Bilancio (una vera manovra economica) per le bomboniere NON comprende sacchetto e oggettino regalo. Si tratta di una notizia terribile per due valide ragioni. La prima è che ciò significa altri soldi da spendere e la seconda è che …qualcuno dovrà sceglierli! E, nella fattispecie,..noi. Dopo aver aggiunto una voce al bilancio ed aver attribuito a preventivo una somma, eccoci a dare la consueta facciata contro la silicea realtà di tutti i giorni. Entrare in un negozio che vende bomboniere e sacchettini è un po’ come avventurarsi tra i reparti di un ospedale psichiatrico dove i pazienti cercano di convincervi che ciò che assurdamente assurdo fanno …sia in realtà la norma più consolidata. Quella pezzuola di stoffa che più volte vi è passata tra le mani, regalatavi da altri, e che avete messo in tasca senza troppo riguardo proprio davanti al donatore… si trasformerà in uno degli incubi del vostro matrimonio. Sembra infatti accertato che vi siano più modelli e combinazioni di sacchetto, stoffa, confetto, fiorellino, nastrino che esseri umani sul pianeta Terra.  Ed è questo il motivo per cui il negoziante vi propone immancabilmente quello che nemmeno l’ultimo degli strampalati folli comprerebbe.  Scoprirete che il sacchettino può essere semplice o “imbottito”, può avere la forma di qualcosa o riprodurre una scatolina. Può costare poche decine di centesimi di euro o l’infinito… a seconda del materiale, della vostra fantasia e del tipo di auto di lusso ordinata (e da pagare) del commerciante. Gli sposi hanno inizialmente scelto di acquistare una cosina semplice semplice, in tela grezza, con corredo di semplicissimi confetti e chiusa da fiori tipo girasole (e che sorpresa, vero?)  Molte le proposte e le opportunità: negozio nei vicoli, fantomatico centro in ValMadonna, ebay. Avete letto bene… le bomboniere e i sacchettini si comprano anche su ebay.  Basta digitare la parola bomboniera ed ecco apparire moltissime offerte…se poi avete già le idee più o meno chiare…rischiate pure di risparmiare.

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Corso Prematrimoniale – Le diversità che uniscono

 

  1. Le diversità che uniscono

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Corso Prematrimoniale – Amare è….?

 

  1. Amare è….

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L’abito da sposa – Sfilate e mostre

Se state cercando l’abito da sposa preparatevi a una delle esperienze più assurde che un essere umano possa vivere: la fiera degli sposi. Vi capiterà di entrare in centri congressi, hotel, fiere e centri commerciali ed avere quella sensazione strana che hanno le mucche quando entrano nei macelli. Tutte quelle facce sorridenti, quegli sguardi interessati che riconosceresti in un documentario sugli avvoltoi. La tecnica di caccia è tristemente semplice. Basta pubblicare un annuncio, appendere un manifestino, lanciare uno spot in tv e inserire nel testo le parole: “sposi”, “matrimonio” e “sfilata abiti da sposa”. Le povere vittime (noi) accorreranno numerose come attratte da un fluido irresistibile. Sarà la vostra lei a trascinarvi se non volete. Vi dirà che non ce la fa più a girare per negozi e che vuole che anche voi partecipiate all’organizzazione. L’idea di sbrigare tutto in un pomeriggio, una giornata al più, è avvincente e smuove dal suo divano anche il promesso sposo più pigro. Se siete sfortunati troverete cinque o sei tavolini arrangiati alla meno peggio nello spazio pubblico di un centro commerciale. La sfilata di moda durerà 3 ore e vi saranno mostrati 10 modelli. Tra una “uscita” e l’altra delle modelle vi saranno ricordati tutti gli sponsor dell’iniziativa. Anche i nomi e i cognomi dei nipoti di ogni titolare. Vi chiederete perché sul palco sfilano flessuose delle “gattone in abito bianco” mentre voi sposerete un cubo avvolto in tulle e prima di svenire sarete avvicinati da non meno di 50 fotografi, 30 addetti alle riprese tv e da un vecchietto che vi proporrà di accompagnare in chiesa la sposa a bordo dell’auto usata da Adolf Hitler per le parate di Berlino. Se invece sarete “fortunati” entrerete in uno spazio espositivo con decine e decine di stand con gli onnipresenti fotografi e registi, una sfilata di troioni rumeni avvolti in abiti da 5mila euro senza le riparazioni (eufemismo che sta per “ti rifaccio il vestito da capo a piedi vagamente somigliante a quella meraviglia che hai visto. Del resto che cazzo vuoi tu, piccolo bassotto spelacchiato e tarchiatello… hai visto che gambe che hanno quelle?”) e alcuni stand di abiti per lui (tra il ridicolo e il farsesco, anche nei prezzi). Appariranno magicamente anche alcuni negozi di bomboniere che ti possono offrire dal cartoncino piegato (da te a casa tua) alla zuppiera d’argento che contiene 15 chili di confetti (la tipica bomboniera per i testimoni). Accanto a loro si muove un popolo di nani e ballerine che assomiglia a una corte dei miracoli. Cercheranno di convincervi che dovete affittare l’orchestra della Scala per il ricevimento, due tenori per i canti in chiesa e che persino la vostra biancheria intima dovrà essere firmata. Mentre vi chiedete a chi dovete mostrare le chiappe durante la festa… vi convinceranno ad arrivare in elicottero sul piazzale della Villa dove si terrà il ricevimento di nozze… perché il vostro ristorante ce l’ha l’eliporto, vero?

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Il Fiorile (Vignole Borbera)

Si tratta di un agriturismo vicino Vignole Borbera in località Castel Ratti. Un cascinale non troppo grande ristrutturato con cura e trasformato in struttura ricettiva e di ristorazione. Ha un ampio parcheggio, uno spazio giochi per bambini ed un campetto in erba per partitelle pre e post pranzo. Un giardino con prato e alcuni gazebo, è possibile mangiare all’aperto e all’interno.

All’esterno è possibile creare una sorta di copertura per pranzare all’ombra sino a 120 persone mentre all’interno dubito possano starci più di una 80ina di persone.

Il ristorante è molto conosciuto in zona (e non solo) per la cucina molto saporita e curata.

Ottimi i primi con il formaggio Montebore, tipico della zona.

La sala con i tavoli si trova al piano rialzato di quello che, un tempo, doveva essere un fienile. Struttura in pietra a vista e muratura. Molto particolare e di sicuro effetto.

Il personale è molto simpatico e la famiglia che lo gestisce è molto ospitale.

Certamente il punto a favore è la cucina. Elementi positivi: spazi verdi, gazebo esterni e sala interna, cucina molto saporita e per nulla scontata.

Elementi negativi: spazio limitato all’interno, rigidità organizzativa, troppi “la quota non comprende”.

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La Villa (Savignone)

in fase di elaborazione

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Corso Prematrimoniale – Commenta la pubblicità

In uno dei primissimi incontri del corso prematrimoniale ci hanno messo davanti ad un tavolo con sopra, sparsi gli uni sugli altri, un gran numero di pagine di pubblicità strappate da settimanali e mensili.

I Kapò, così chiamerò da ora i componenti delle coppie sposate, ci hanno invitato a guardarle e a sceglierne una che, in qualche modo, parlasse di noi.

Poichè avevo il terrore dell’inculata mi sono tenuto, come spesso faccio in situazioni di difficoltà, sull’estremamente vago. Ho visto una pubblicità della Timberland con una tipa con macchina fotografica in mano e che scrive su un libercolo tipo appunti di viaggio. La tipa è seduta ed abbigliata da far pensare ad una gita come ad un viaggio estremo. La scritta a corredo dice: “Equipped for travel“.

Ci siamo guardati tutti come si guarderebbero gli agnelli pochi giorni prima di Pasqua in un recinto del macello pubblico e siamo tornati verso le nostre sedie, attendendo il supplizio con tibetana rassegnazione.

“Ora – hanno detto i Kapò – ognuno di voi ci illustrerà perchè ha scelto la pubblicità e la illustrerà ai compagni”.

Il primo pensiero è andato alla parola “compagni” che pensavo fosse stata cancellata dal lessico delle parrocchie già dalla fine degli anni 70.

Il secondo è stato di sorpresa poichè mi domandavo cosa avrebbero detto certi ominidi, a metà strada tra il paramecio e la spugna nella scala evolutiva, ma il terzo è stato di autentico terrore.

Può sembrare strano ma non ho alcun piacere di parlare in pubblico. Specie di cose che mi appassionano poco o nulla e a maggior ragione se so che qualunque cosa dico può essere usata contro di me.

Curiosamente anche gli ominidi meno evoluti hanno invece prodotto suoni articolati e comprensibili arrivando a concetti quasi interessanti come: ho scelto i bambini perchè ne voglio tanti – oppure – ho scelto la foto del viaggio perchè ci piacerebbe molto viaggiare. Quest’ultimo poi mi ha pure fregato l’idea perchè, ovviamente, la mia scelta era ricaduta proprio sull’argomento del viaggio e della scoperta. Me la sarei cavata lo stesso ma mi dispiaceva non essere originale.

La cosa che più stonava era il “commento al commento” dei Kapò che, dimostrando doti da alpinista, la mettevano sempre sul messaggio cristiano. Scontati i miagolii compiaciuti ad ogni riferimento a figli, neonati, pargoli, pannolini, ciucciotti, pappette e via dicendo. Meno graditi quelli “vaghi”.

Ho notato che una delle Kapò teneva in mano una cartellina con fogli e penna e si annotava alcune delle cose che andavano dette. Scarabocchiava compiaciuta ad ogni pargolo citato e guardava il soffitto a frasi del tipo: “ho scelto la pubblicità della kavasaki perchè mi piacciono le moto”.

A dire la verità forse avrei fatto altrettanto (non per il pargolame) ma sarebbe stato carino, una volta tanto, far credere ai nudibranchi che il loro pensiero era apprezzato.

Nel breve giro di un’oretta abbiamo tutti compreso che fare figli uguale bene mentre pensare a quel che ci piace e ci realizza (all’infuori del fare figli) è “superficiale”.

Memorabile, a tale scopo, la battuta: “c’è tanto desiderio di evasione” alla terza persona che ripeteva che le piacerebbe viaggiare molto.

Ok, Kapò, messaggio ricevuto, un buon cristiano prima pensa a ingravidare la moglie… e poi, eventualmente, a scoprire che Egitto non è quel luogo dove vivono i faraoni e dove si costruiscono le piramidi e che Africa non significa deserto, sete, fame, ladri, musulmani cattivi pronti a convertirci con la forza.

Meno male che la lezione termina e ce ne andiamo a casa. Io sto pensando a dove andare in viaggio di nozze… sarò un pessimo cristiano?

 

 

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Il Ricevimento – Cosa avrebbe voluto fare lo sposo

Ovviamente sono felice di come stiamo organizzando la faccenda ma in questo spazio vorrei perlomeno accennare a quello che avrei voluto fare

Avrei voluto organizzare una serie di tavolate in un bel prato fiorito, voi sapete dove, per salutare la giornata con una festa dedicata esattamente a quel luogo e, ovviamente, tutta in tema.

Avrei voluto chiedere ai “cacciatori” di prestarci tavoloni e sedie, tovaglie a scacchi rossi e bianchi e il pentolone per una polentata.

Avrei voluto piattoni di fave e salame (fuori stagione?) e di formaggio fresco di capra.

Avrei voluto cestini di pane e focaccia e naturalmente vino, rigorosamente bianco.

Avrei voluto acqua “ del truogolo” perché penso che la comunione, nel senso cristiano, valga anche per i luoghi.

Se sono in pace in un posto, questa pace si trasforma in una energia benefica che pervade ogni cosa.

Questa energia è ovunque e aumenta sommandosi a quella emanata da altre persone “positive”.

Gli amici che sorridono, le persone che ci hanno amato e che magari non ci sono più, i familiari che in quel luogo sono stati e sono felici.

Quell’energia, credo, si accumula nelle cose, nei luoghi e nelle persone è e resta.

Nel terreno, nell’aria e, ovviamente, nell’acqua.

Forse bestemmio ma mi sento di far la comunione con il mondo quando bevo l’acqua di quel truogolo.

Sento forte l’energia che scorre e che entra a far parte di me sebbene solo un “foresto”, un invitato.

Questa energia donata mi rigenera e penso possa essere beneaugurante in una avventura pazzesca come quella che va ad iniziare.

Avrei voluto invitare tutti e nessuno escluso.

Avrei voluto condividere nel vero senso della parola.

(il quasi sposo)

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Corso Prematrimoniale – Possiamo dire di conoscerci?

Nel corso del primo incontro del Corso Prematrimoniale ci è stato chiesto di rispondere ad alcune semplici domande: Cosa vi ha colpito di lui/lei? Quando vi siete incontrati quali sensazioni, quali emozioni, cosa pensavate? Poi ci hanno fatto partecipare al ”gioco del lo/la conosciamo davvero?” e queste le domande cui rispondere: Quale è la cosa che lo/la fa più arrabbiare? Quale è quella cosa che gli fa più piacere? Quale è la sua data più importante? Quale è il suo sogno ne cassetto?

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