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Documenti alla Parrocchia della cerimonia
L’abito da sposa – Sfilate e mostre
Se state cercando l’abito da sposa preparatevi a una delle esperienze più assurde che un essere umano possa vivere: la fiera degli sposi. Vi capiterà di entrare in centri congressi, hotel, fiere e centri commerciali ed avere quella sensazione strana che hanno le mucche quando entrano nei macelli. Tutte quelle facce sorridenti, quegli sguardi interessati che riconosceresti in un documentario sugli avvoltoi. La tecnica di caccia è tristemente semplice. Basta pubblicare un annuncio, appendere un manifestino, lanciare uno spot in tv e inserire nel testo le parole: “sposi”, “matrimonio” e “sfilata abiti da sposa”. Le povere vittime (noi) accorreranno numerose come attratte da un fluido irresistibile. Sarà la vostra lei a trascinarvi se non volete. Vi dirà che non ce la fa più a girare per negozi e che vuole che anche voi partecipiate all’organizzazione. L’idea di sbrigare tutto in un pomeriggio, una giornata al più, è avvincente e smuove dal suo divano anche il promesso sposo più pigro. Se siete sfortunati troverete cinque o sei tavolini arrangiati alla meno peggio nello spazio pubblico di un centro commerciale. La sfilata di moda durerà 3 ore e vi saranno mostrati 10 modelli. Tra una “uscita” e l’altra delle modelle vi saranno ricordati tutti gli sponsor dell’iniziativa. Anche i nomi e i cognomi dei nipoti di ogni titolare. Vi chiederete perché sul palco sfilano flessuose delle “gattone in abito bianco” mentre voi sposerete un cubo avvolto in tulle e prima di svenire sarete avvicinati da non meno di 50 fotografi, 30 addetti alle riprese tv e da un vecchietto che vi proporrà di accompagnare in chiesa la sposa a bordo dell’auto usata da Adolf Hitler per le parate di Berlino. Se invece sarete “fortunati” entrerete in uno spazio espositivo con decine e decine di stand con gli onnipresenti fotografi e registi, una sfilata di troioni rumeni avvolti in abiti da 5mila euro senza le riparazioni (eufemismo che sta per “ti rifaccio il vestito da capo a piedi vagamente somigliante a quella meraviglia che hai visto. Del resto che cazzo vuoi tu, piccolo bassotto spelacchiato e tarchiatello… hai visto che gambe che hanno quelle?”) e alcuni stand di abiti per lui (tra il ridicolo e il farsesco, anche nei prezzi). Appariranno magicamente anche alcuni negozi di bomboniere che ti possono offrire dal cartoncino piegato (da te a casa tua) alla zuppiera d’argento che contiene 15 chili di confetti (la tipica bomboniera per i testimoni). Accanto a loro si muove un popolo di nani e ballerine che assomiglia a una corte dei miracoli. Cercheranno di convincervi che dovete affittare l’orchestra della Scala per il ricevimento, due tenori per i canti in chiesa e che persino la vostra biancheria intima dovrà essere firmata. Mentre vi chiedete a chi dovete mostrare le chiappe durante la festa… vi convinceranno ad arrivare in elicottero sul piazzale della Villa dove si terrà il ricevimento di nozze… perché il vostro ristorante ce l’ha l’eliporto, vero?
Il Fiorile (Vignole Borbera)
Si tratta di un agriturismo vicino Vignole Borbera in località Castel Ratti. Un cascinale non troppo grande ristrutturato con cura e trasformato in struttura ricettiva e di ristorazione. Ha un ampio parcheggio, uno spazio giochi per bambini ed un campetto in erba per partitelle pre e post pranzo. Un giardino con prato e alcuni gazebo, è possibile mangiare all’aperto e all’interno.
All’esterno è possibile creare una sorta di copertura per pranzare all’ombra sino a 120 persone mentre all’interno dubito possano starci più di una 80ina di persone.
Il ristorante è molto conosciuto in zona (e non solo) per la cucina molto saporita e curata.
Ottimi i primi con il formaggio Montebore, tipico della zona.
La sala con i tavoli si trova al piano rialzato di quello che, un tempo, doveva essere un fienile. Struttura in pietra a vista e muratura. Molto particolare e di sicuro effetto.
Il personale è molto simpatico e la famiglia che lo gestisce è molto ospitale.
Certamente il punto a favore è la cucina. Elementi positivi: spazi verdi, gazebo esterni e sala interna, cucina molto saporita e per nulla scontata.
Elementi negativi: spazio limitato all’interno, rigidità organizzativa, troppi “la quota non comprende”.
Il Ricevimento – Cosa avrebbe voluto fare lo sposo
Ovviamente sono felice di come stiamo organizzando la faccenda ma in questo spazio vorrei perlomeno accennare a quello che avrei voluto fare…
Avrei voluto organizzare una serie di tavolate in un bel prato fiorito, voi sapete dove, per salutare la giornata con una festa dedicata esattamente a quel luogo e, ovviamente, tutta in tema.
Avrei voluto chiedere ai “cacciatori” di prestarci tavoloni e sedie, tovaglie a scacchi rossi e bianchi e il pentolone per una polentata.
Avrei voluto piattoni di fave e salame (fuori stagione?) e di formaggio fresco di capra.
Avrei voluto cestini di pane e focaccia e naturalmente vino, rigorosamente bianco.
Avrei voluto acqua “ del truogolo” perché penso che la comunione, nel senso cristiano, valga anche per i luoghi.
Se sono in pace in un posto, questa pace si trasforma in una energia benefica che pervade ogni cosa.
Questa energia è ovunque e aumenta sommandosi a quella emanata da altre persone “positive”.
Gli amici che sorridono, le persone che ci hanno amato e che magari non ci sono più, i familiari che in quel luogo sono stati e sono felici.
Quell’energia, credo, si accumula nelle cose, nei luoghi e nelle persone è e resta.
Nel terreno, nell’aria e, ovviamente, nell’acqua.
Forse bestemmio ma mi sento di far la comunione con il mondo quando bevo l’acqua di quel truogolo.
Sento forte l’energia che scorre e che entra a far parte di me sebbene solo un “foresto”, un invitato.
Questa energia donata mi rigenera e penso possa essere beneaugurante in una avventura pazzesca come quella che va ad iniziare.
Avrei voluto invitare tutti e nessuno escluso.
Avrei voluto condividere nel vero senso della parola.
(il quasi sposo)
