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Scusi? Lei è parente dello sposo?

Scusi? Lei è parente dello sposo o della sposa? Potevate sentirvi porre anche questo quesito nel corso del ricevimento, nel fatidico giorno. Il perchè è presto detto… la madre dello sposo ha tentato il colpo di mano acchiappando la futura nuora per portarla da Corsanego, noto centro bomboniere nel centro storico genovese. Qui, approfittando della sudditanza psicologica del rapporto nuora-suocera, le ha confessato di voler assolutamente acquistare alcuni oggettini da donare “almeno ai parenti”. Alle timide rimostranze della nuora ha calato persino il famigerato asso: “guarda – ha detto la suocera – piuttosto li pago io!”. Segue carrellata di mostruosità fantozziane e strategia di contenimento del danno della nuora. Alla fine si tratta per un piattino in vetro fumè dal tenue color bottiglia di birra…una cagata, insomma.  La commessa asseconda la Signora e inveisce contro le scelte di chi decide per le bomboniere solidali. “Chissà a chi vanno i soldi” – insinua – e con le scelte dei giovani i negozi chiudono. Come fosse colpa delle Onlus la crisi mondiale.

Tornata a casa la sposa rivela la macchinazione ordita dalla suocera e manifesta alcune “perplessità”: anche ammettendo che si decida per questa soluzione, e che la suocera paghi le bomboniere “almeno per i parenti” … ci ritroveremo con bomboniere solo per i parenti dello sposo? E, diversamente, sceglierà lei le bomboniere anche per i parenti della nuora? Mah… lo sposo decide per il ricorso alla diplomazia. Niente bomboniere o dovranno passare sul mio cadavere.

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Seconda visita alla Tenuta La Marchesa

Era desiderio dei futuri sposi visitare la tenuta una seconda volta, con il favore della luce diurna, e per provare la celebre cucina del posto. Dopo una passeggiata lungo la ex ferrovia di Cogoleto, complice un fronte perturbato, abbiamo deciso di rientrare e di approfitare della mezza giornata per una sortita inattesa al l’agriturismo. Gradita ospite una cara amica della futura sposa, siamo giunti in orario improbabile presso il locale. Abbiamo effettuato un giro di perlustrazione nel giardino e nei locali armati di macchina fotografica. Abbiamo riscontrato qualche “difettuccio” nella manutenzione dello stabile (muro sbrecciato) e nella recinzione della piscina (orribile griglietta verde). Confidiamo che il muro venga riparato e che la siepe messa a dimora accanto alla retina la copra entro la primavera. La gentile accompagnatrice ha anche sottolineato la misura “non certo olimpionica” della piscina ma di questo possiamo discutere. Abbiamo deciso di invertire l’ordine degli spazi dedicando l’area più grande agli antipasti e quella più piccola al taglio della torta e alla musica. Abbiamo pranzato a base di tagliere di salumi e formaggi (alcuni davvero straordinari) e primi a base di trofie zafferano e speck e straccetti al sugo di faraona. Secondi di carne (tagliata di manzo alla salsa di tartufo) e dolce (cheese cake alla crema di mandarino e assaggi di torte). Poco vino rosso e bianco (di rigore per il promesso sposo). Dobbiamo ammettere che ci aspettavamo qualcosa di più ma formaggi e primi hanno confermato la buona reputazione del locale. Nel post pranzo, dopo innumerevoli interventi dell’accompagnatrice sui più disparati argomenti (sua la scoperta del perché delle dimensioni della piscina, della non esistenza della famigerata Marchesa, del nome del titolare) siamo riusciti ad incontrare nuovamente il cuoco e a definire alcuni elementi rimasti ancora in sospeso. La futura sposa avrà soddisfatti alcuni “capricci” mentre restano da chiarire alcuni dettagli. Il prezzo è stato presssochè concordato e occorre ora confermare. L’acconto è “rilevante” ma dovremo ancora discuterne. Restiamo d’accordo di risentirci entro la settimana per una conferma. Poi occorrerà dare acconto e poi proveremo e riproveremo il menu e tutti i dettagli.

La futura sposa si è imbufalita con il promesso per aver rinviato ancora la decisione. Lo accusa di “temporeggiare”. Di certo abbiamo la sensazione che, se avessimo confermato quel giorno, non ci sarebbe stato presentato il conto per il pranzo. Il promesso sposo si difende invocando il diritto di rivedere la situazione e di rinviare finchè è possibile l’impegno in ragione della possibilità di “clamorosi sviluppi” (una nuova location).

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Ok, allora scegliamo la Marchesa?

Siamo arrivati alla Marchesa ormai a sera fatta ed abbiamo incontrato il cuoco con cui avevamo preso appuntamento via email. È un ragazzone corpulento e molto simpatico. Disponibile e certamente innamorato di quel che fa. In breve ci ha fatto visitare la struttura all’interno ed all’esterno. Ci siamo seduti a un tavolo nella sala dove si terrà il rinfresco ed abbiamo iniziato a raccontare desideri, pensieri, opinioni, perplessità. Non abbiamo incontrato alcuna difficoltà o riserva. Potremo scegliere i piatti che desideriamo, le quantità che desideriamo, l’ordine che preferiamo e persino dove collocare tavoli e zona antipasti. Non entreremo nei dettagli per non rovinare la sorpresa ma pensiamo di aver trovato il posto giusto. Ci sarà una zona esterna ed una interna. Una zona per la musica ed una per il relax. Alcuni suggerimenti per “l’ambientazione” sono stati accordati e pensiamo piaceranno.  Gli sposi siederanno a un tavolo a loro riservato come da richiesta, guarderanno tutti gli invitati ma “a ragionevole distanza”. Desiderano festeggiare ma anche assaporare ciò che è stato preparato per loro … e abbondantemente pagato. Approfittiamo quindi di questo spazio per un appello agli invitati. Avete a disposizione due persone estremamente pazienti, liete per l’evento e naturalmente inclini allo scambio di informazioni mediante dialogo. Non approfittatene….!!! Sarete graditi prima e dopo la cerimonia, negli spostamenti, durante gli antipasti e dopo il rinfresco ed il taglio della torta. Quando saremo seduti e ci vedrete con la forchetta in mano, non staremo usando le posate per “esigenze di scena” ma vorremo davvero mangiare. Due parole con voi sono graditissime, se fossero le uniche, ma se sono quelle che danno il via a una serie pressochè infinita di mini dialoghi … ecco la pasta raffreddarsi, ecco il sugo rapprendere, ecco la carne divenire una soletta di scarpa. Quindi, per favore, quando mangiamo… mangiamo

Siete ovviamente autorizzati a reclamare l’attenzione di tutti battendo con una posata sul bicchiere, a inneggiare agli sposi con hip hip urrà vari e a chiedere “bacio, bacio” et similia. Ma NON siete autorizzati ad interrompere il loro pranzo. Sapete che lo sposo si incazza.

Tornando all’organizzazione del rinfresco possiamo anticipare solo che sarà suddiviso in alcuni momenti: accoglienza, antipasti in piedi (approfittatene per sgranchire bene le zampette) e pranzo seduti, taglio della torta e post pranzo a sorpresa. Ed ancora musica e tuffi in piscina (è gradito il costume da bagno ed un accappatoio). In una apposito spazio a parte pubblicheremo alcuni “suggerimenti” sulle cose che gli sposi gradiscono e che NON gradiscono. Vi consigliamo di prenderne visione. Al momento la tenuta “La Marchesa” è la nostra scelta preferenziale. Ma non sono esclusi altri clamorosi colpi di scena.

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La Trunera

Il posto è molto lontano rispetto alle nostre esigenze ma è carino e molto particolare.

La signora che se ne occupa è molto gentile, a modo, e per nulla impostata.

Potrete parlare con chiarezza e franchezza e troverete sempre una risposta più che ragionevole. Non è la perfezione ma è piacevole parlare con persone preparate e che “capiscono” la situazione senza dover far troppi giri di parole.

Si tratta di un cascinale molto ben ristrutturato, con particolari simpatici ed un prato da far invidia al green di un campo da golf. L’erba sembra curata in modo maniacale ed è molto scenografica. Il marito della signora ha una passione per le piante e si diletta a inserire piante sempre nuove nel già gradevole quadretto.

Nel prato vi è una piscina di buone dimensioni a disposizione degli invitati (e degli sposi che vi finiranno dentro senza alcun dubbio, volenti o nolenti) ed un vero campetto da calcio in erba per gustose partite tra scapoli e ammogliati.

In una struttura collegata vi sono due sale non troppo grandi ma molto particolari dove organizzare il pranzo. Quella superiore ha la possibilità di aprire enormi finestroni ad arco che la trasformano, di fatto, in una terrazza aperta su un lato.

La proprietaria affitta la location per l’evento e si appoggia ad una serie di aziende che possono curare il catering secondo le più diverse esigenze.

Il prezzo è una variabile che decidete voi in base alle necessità. Le richieste sono molto ragionevoli e di qualità.

I menù sono talmente diversificati da rendere impossibile una citazione.

Elementi a favore: prezzo, luogo molto curato e particolare, modularità delle offerte

Elementi a sfavore: un po’ distante e complicato da raggiungere per chi non è della zona.

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Villa Pallavicini (Novi)

Una villa recentemente ristrutturata vicino a Novi Ligure. Sorge in cima a una collina che domina una vallata coltivata a vigneto. Ha un ampio parcheggio, una piscina notevole (per dimensioni) e spazi esterni molto curati e su tre livelli.

Un livello dedicato alla zona piscina e relax (con sdraio e lettini)

Un livello a prato con fontana ornamentale (un filino kitsh) ma stile fidanzatini di Peynet, dove si organizzano aperitivi ed antipasti e taglio della torta.

Un livello a prato da cui si accede alla sala del ricevimento, alla villa, al ristorante ed alla terrazza panoramica.

Particolarmente scenografica, per via di ampie vetrate ad arco che si affacciano sui vigneti, è la sala del rinfresco. Colonne e stucchi donano un’atmosfera elegante che può essere gradita come no.

La sala è molto ampia e credo possa ospitare anche ricevimenti molto numerosi.

La terrazza soprastante è ancora più panoramica e viene spesso usata per le foto agli sposi.

La struttura ha una cucina piuttosto nota ma, a nostro giudizio, non eccezionale.

Vini buoni anche di produzione propria (marchio). Il titolare è giovane e molto simpatico e disponibile. Se potrà verrà incontro ad ogni vostra esigenza.

Abbiamo visto addirittura un filmato con una coppia che arrivava in volo in elicottero. Evidentemente uno schiaffo alla sobrietà ma il mondo è bello perché vario e ognuno è libero di fare quello che meglio crede se non disturba gli altri.

Elementi a favore: struttura molto scenografica, di sicuro effetto. Piscina “olimpionica” e ampi spazi esterni molto curati. Prezzi ragionevoli e “modulari”. Cucina buona.

Elementi negativi: alcuni particolari poco curati ma certamente il più grave è che non si può avere la struttura in esclusiva totale di giorno. Il ristorante e la piscina restano aperte al pubblico.

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Palazzo dei Fieschi (Savignone)

in fase di elaborazione

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Corso Prematrimoniale – Commenta la pubblicità

In uno dei primissimi incontri del corso prematrimoniale ci hanno messo davanti ad un tavolo con sopra, sparsi gli uni sugli altri, un gran numero di pagine di pubblicità strappate da settimanali e mensili.

I Kapò, così chiamerò da ora i componenti delle coppie sposate, ci hanno invitato a guardarle e a sceglierne una che, in qualche modo, parlasse di noi.

Poichè avevo il terrore dell’inculata mi sono tenuto, come spesso faccio in situazioni di difficoltà, sull’estremamente vago. Ho visto una pubblicità della Timberland con una tipa con macchina fotografica in mano e che scrive su un libercolo tipo appunti di viaggio. La tipa è seduta ed abbigliata da far pensare ad una gita come ad un viaggio estremo. La scritta a corredo dice: “Equipped for travel“.

Ci siamo guardati tutti come si guarderebbero gli agnelli pochi giorni prima di Pasqua in un recinto del macello pubblico e siamo tornati verso le nostre sedie, attendendo il supplizio con tibetana rassegnazione.

“Ora – hanno detto i Kapò – ognuno di voi ci illustrerà perchè ha scelto la pubblicità e la illustrerà ai compagni”.

Il primo pensiero è andato alla parola “compagni” che pensavo fosse stata cancellata dal lessico delle parrocchie già dalla fine degli anni 70.

Il secondo è stato di sorpresa poichè mi domandavo cosa avrebbero detto certi ominidi, a metà strada tra il paramecio e la spugna nella scala evolutiva, ma il terzo è stato di autentico terrore.

Può sembrare strano ma non ho alcun piacere di parlare in pubblico. Specie di cose che mi appassionano poco o nulla e a maggior ragione se so che qualunque cosa dico può essere usata contro di me.

Curiosamente anche gli ominidi meno evoluti hanno invece prodotto suoni articolati e comprensibili arrivando a concetti quasi interessanti come: ho scelto i bambini perchè ne voglio tanti – oppure – ho scelto la foto del viaggio perchè ci piacerebbe molto viaggiare. Quest’ultimo poi mi ha pure fregato l’idea perchè, ovviamente, la mia scelta era ricaduta proprio sull’argomento del viaggio e della scoperta. Me la sarei cavata lo stesso ma mi dispiaceva non essere originale.

La cosa che più stonava era il “commento al commento” dei Kapò che, dimostrando doti da alpinista, la mettevano sempre sul messaggio cristiano. Scontati i miagolii compiaciuti ad ogni riferimento a figli, neonati, pargoli, pannolini, ciucciotti, pappette e via dicendo. Meno graditi quelli “vaghi”.

Ho notato che una delle Kapò teneva in mano una cartellina con fogli e penna e si annotava alcune delle cose che andavano dette. Scarabocchiava compiaciuta ad ogni pargolo citato e guardava il soffitto a frasi del tipo: “ho scelto la pubblicità della kavasaki perchè mi piacciono le moto”.

A dire la verità forse avrei fatto altrettanto (non per il pargolame) ma sarebbe stato carino, una volta tanto, far credere ai nudibranchi che il loro pensiero era apprezzato.

Nel breve giro di un’oretta abbiamo tutti compreso che fare figli uguale bene mentre pensare a quel che ci piace e ci realizza (all’infuori del fare figli) è “superficiale”.

Memorabile, a tale scopo, la battuta: “c’è tanto desiderio di evasione” alla terza persona che ripeteva che le piacerebbe viaggiare molto.

Ok, Kapò, messaggio ricevuto, un buon cristiano prima pensa a ingravidare la moglie… e poi, eventualmente, a scoprire che Egitto non è quel luogo dove vivono i faraoni e dove si costruiscono le piramidi e che Africa non significa deserto, sete, fame, ladri, musulmani cattivi pronti a convertirci con la forza.

Meno male che la lezione termina e ce ne andiamo a casa. Io sto pensando a dove andare in viaggio di nozze… sarò un pessimo cristiano?

 

 

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Ricevimento – Quante persone invitare?

Dovrete decidere quante persone invitare. È fondamentale per la scelta del locale. Non tutte le “location” (fa figo chiamare il luogo del ricevimento così) possono ospitare 180 persone e, viceversa, una location da 200 persone costa in proporzione di più se ci andate con 70 invitati.

Il consiglio, in questo caso è di aprire un file di excel o di word e di iniziare a inserire i nomi di tutte le persone (anche fidanzati e mogli/mariti e figli) che vorreste vedere alla cerimonia, nella chiesa, insomma. Fatelo insieme o rimpallando la lista via email tra futuri sposi.

Scoprirete che amici e parenti sono un numero impressionante. Sarebbe impossibile, a meno di essere un miliardario, averli tutti graditi ospiti al ristorante. Da qui dunque dovete partire per “sfoltire” la lista degli invitati al ricevimento.

Dopo aver fatto la scrematura mostrate la lista ai ripettivi genitori. Visto che pagano avranno ben il diritto a inserire nominativi.

Per aiutarvi a decidere su questo particolare importante vi anticipo che la spesa pro capite per invitato varia dai 55 euro ai 70 euro se restate nella media ragionevole ma può schizzare a 80 – 90 ed anche 120 euro se abitate in una grande città o se volete scegliere una location davvero molto figa.

La differenza economica tra 80/90 invitati e 200 è evidente.

Se poi volete pidocchiare – ed è umano farlo – ragionate anche sul fatto che per rientrare dell’investimento l’invitato deve essere talmente amico da spendere più di quanto spenderete voi. Un regalo da 20 euro fa piacere se è inatteso ma se arriva dal collega di lavoro che avete invitato per quieto vivere vi resterà in bocca come la spina del branzino che avete pagato 60 euro sapendo che al mercato lo avreste pagato 10.

A tal proposito io suggerisco di risolvere la faccenda colleghi di lavoro senza fare preferenze. O li invitate tutti o non invitate nessuno. Meglio una pizza matrimoniale prima o dopo la cerimonia vera e propria. Vi costerà meno e sarete più a vostro agio.

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Il Ricevimento – note generali

Il ricevimento di nozze è certamente uno dei punti più delicati del matrimonio.

Molti infatti i contrasti che possono nascere nella scelta del luogo. La coppia avrà modo di mettere alla prova le capacità di mediazione e di equilibrio che dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – poi servire a mantenere a lungo il rapporto.

Se girate su Internet trovere mille consigli e suggerimenti ma io voglio illustrare la cosa come l’ho veduta.

Dovrete decidere che tipo di ricevimento volete fare. Ricco o alla buona. Sontuoso e hollywoodiano o sincero e raccolto.

Sarete molto fortunati se, come è accaduto a me, il futuro sposo e la futura sposa hanno pensato alla stessa cosa.

Dovrete senza dubbio arrivare a dei compromessi ma è meglio partire da una visione comune.

A volte lui vorrebbe invitare 20 amici per una pizza con birra e rutto libero mentre lei vorrebbe il parco della villa di Los Angeles con 2mila invitati e tutto fiumi di champagne ed elicotteri che lanciano petali di rosa.

Comprenderete dunque che la faccenda, in questo caso, risulta piuttosto spinosa.

Se non siete fortunati e la vostra lei ha un’idea diametralmente opposta alla vostra potete sempre metterla sul piano economico. Una frase ad effetto potrebbe essere questa: “se paga tuo padre facciamo quello che vuoi”. Di solito basta a far atterrare gli elicotteri, a trasformare lo champagne in prosecco e a ridurre a un decimo gli invitati.

Di norma, invece, sono i consuoceri ad accollarsi la spesa del ricevimento. Giustizia vorrebbe una ripartizione al 50% ma è celebre il detto “tra moglie e marito non mettere dito” e dunque le variabili sono pressochè infinite e sarebbe filosofia proseguire il discorso.

Quasi certamente avete già parlato, prima d’ora, di come avreste sognato il matrimonio ed il ricevimento. Dunque sapete – o pensate di sapere – cosa vorrebbe la vostra adorabile futura mogliettina.

Preparatevi a questa fase dei preparativi come il condannato a morte che si appresta al patibolo. Potrete urlare e dibattervi, ritardare e chiedere pietà. Ma alla fine voi soccomberete e il boia (la vostra lei) avrà quel che aveva deciso.

Se volete dar retta a uno scemo (il sottoscritto) limitatevi a una prima trattativa generale nel corso della quale illustrate esattamente quello che vorreste. L’atmosfera, il luogo, il numero degli invitati e anche – datemi retta – la spesa che vorreste sostenere.

Se il discorso viene affrontato nella fase iniziale di intontimento della futura sposina (scientificamente le 36/48 ore successive alla capitolazione del futuro sposo sul tema: quando ci sposiamo?) vi sono buone speranze che, dopo, non possa esagerare nelle scelte in direziona ostinata e contraria.

Dopo sarà solo un monologo… lei che passa dalle tovaglie di carta a quelle di seta, lei che passa dal piatto di spaghetti in una trattoria ai tagliolini di astice vivo servito da camerieri in livrea settecentesca al ritmo della musica di Mozart suonata dalla Philarmoniker di Vienna (proprio quella con i 300 musicisti).

Se vi sarete accordati prima potrete sostenere un minimo di battaglia di conservazione delle barricate… diversamente sarete travolti.

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La Cresima

Come ho già detto lo sposo NON ha fatto la Cresima. Leggendo su internet pare che la cosa sia diffusa più di quanto non si pensi e che la faccenda sia tutt’altro che chiara. Di certo, al momento, c’è solo che E’ POSSIBILE sposarsi senza cresima. E’ sufficiente che almeno uno dei due sia cresimato e che si sia d’accordo su educazione cristiana dei figli. La cosa che è poco chiara, invece, è se si tratti di matrimonio misto (come con non credente o di altra religione) o se, invece, sia una “scappatoia” per pigri, incerti e scarsamente motivati.

Una volta mi hanno anche detto che è possibile firmare un documento in cui si dice che si ha INTENZIONE di prendere la cresima dopo il matrimonio. Sarà vero? Mi consigliano tutti di andare dal parroco e chiedere ma già so che il mio vuole farmi fare 6 o 7 incontri per farmi arrivare alla cresima. Dico… 6 o 7 incontri? Un paio di ore una volta alla settimana? Non posso farcela….

PS: non si offendano coloro i quali sono credenti e potrebbero essere offesi dai contenuti del blog. Si tratta di GOLIARDIA e di SATIRA e non di argomentazioni serie sul tema. Se la prendete sul serio…cambiate blog.

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