Ovviamente sono felice di come stiamo organizzando la faccenda ma in questo spazio vorrei perlomeno accennare a quello che avrei voluto fare…
Avrei voluto organizzare una serie di tavolate in un bel prato fiorito, voi sapete dove, per salutare la giornata con una festa dedicata esattamente a quel luogo e, ovviamente, tutta in tema.
Avrei voluto chiedere ai “cacciatori” di prestarci tavoloni e sedie, tovaglie a scacchi rossi e bianchi e il pentolone per una polentata.
Avrei voluto piattoni di fave e salame (fuori stagione?) e di formaggio fresco di capra.
Avrei voluto cestini di pane e focaccia e naturalmente vino, rigorosamente bianco.
Avrei voluto acqua “ del truogolo” perché penso che la comunione, nel senso cristiano, valga anche per i luoghi.
Se sono in pace in un posto, questa pace si trasforma in una energia benefica che pervade ogni cosa.
Questa energia è ovunque e aumenta sommandosi a quella emanata da altre persone “positive”.
Gli amici che sorridono, le persone che ci hanno amato e che magari non ci sono più, i familiari che in quel luogo sono stati e sono felici.
Quell’energia, credo, si accumula nelle cose, nei luoghi e nelle persone è e resta.
Nel terreno, nell’aria e, ovviamente, nell’acqua.
Forse bestemmio ma mi sento di far la comunione con il mondo quando bevo l’acqua di quel truogolo.
Sento forte l’energia che scorre e che entra a far parte di me sebbene solo un “foresto”, un invitato.
Questa energia donata mi rigenera e penso possa essere beneaugurante in una avventura pazzesca come quella che va ad iniziare.
Avrei voluto invitare tutti e nessuno escluso.
Avrei voluto condividere nel vero senso della parola.
(il quasi sposo)