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Le diversità che uniscono
Era desiderio dei futuri sposi visitare la tenuta una seconda volta, con il favore della luce diurna, e per provare la celebre cucina del posto. Dopo una passeggiata lungo la ex ferrovia di Cogoleto, complice un fronte perturbato, abbiamo deciso di rientrare e di approfitare della mezza giornata per una sortita inattesa al l’agriturismo. Gradita ospite una cara amica della futura sposa, siamo giunti in orario improbabile presso il locale. Abbiamo effettuato un giro di perlustrazione nel giardino e nei locali armati di macchina fotografica. Abbiamo riscontrato qualche “difettuccio” nella manutenzione dello stabile (muro sbrecciato) e nella recinzione della piscina (orribile griglietta verde). Confidiamo che il muro venga riparato e che la siepe messa a dimora accanto alla retina la copra entro la primavera. La gentile accompagnatrice ha anche sottolineato la misura “non certo olimpionica” della piscina ma di questo possiamo discutere. Abbiamo deciso di invertire l’ordine degli spazi dedicando l’area più grande agli antipasti e quella più piccola al taglio della torta e alla musica. Abbiamo pranzato a base di tagliere di salumi e formaggi (alcuni davvero straordinari) e primi a base di trofie zafferano e speck e straccetti al sugo di faraona. Secondi di carne (tagliata di manzo alla salsa di tartufo) e dolce (cheese cake alla crema di mandarino e assaggi di torte). Poco vino rosso e bianco (di rigore per il promesso sposo). Dobbiamo ammettere che ci aspettavamo qualcosa di più ma formaggi e primi hanno confermato la buona reputazione del locale. Nel post pranzo, dopo innumerevoli interventi dell’accompagnatrice sui più disparati argomenti (sua la scoperta del perché delle dimensioni della piscina, della non esistenza della famigerata Marchesa, del nome del titolare) siamo riusciti ad incontrare nuovamente il cuoco e a definire alcuni elementi rimasti ancora in sospeso. La futura sposa avrà soddisfatti alcuni “capricci” mentre restano da chiarire alcuni dettagli. Il prezzo è stato presssochè concordato e occorre ora confermare. L’acconto è “rilevante” ma dovremo ancora discuterne. Restiamo d’accordo di risentirci entro la settimana per una conferma. Poi occorrerà dare acconto e poi proveremo e riproveremo il menu e tutti i dettagli.
La futura sposa si è imbufalita con il promesso per aver rinviato ancora la decisione. Lo accusa di “temporeggiare”. Di certo abbiamo la sensazione che, se avessimo confermato quel giorno, non ci sarebbe stato presentato il conto per il pranzo. Il promesso sposo si difende invocando il diritto di rivedere la situazione e di rinviare finchè è possibile l’impegno in ragione della possibilità di “clamorosi sviluppi” (una nuova location).
Per prima cosa vorremmo tranquillizzare tutti i partecipanti al rinfresco. La tenuta “La Marchesa” non è un agriturismo vero e proprio ma nemmeno la vera tenuta di una vera marchesa. Vi sveliamo, rifuggendo per natura ogni forma di snobbismo, che trattasi di cascina agricola acquistata da imprenditore del settore tessile e trasformata prima in agriturismo e poi in location per matrimoni. Non esiste nessuna “marchesa”. Probabilmente se l’avessero chiamata “la sguattera che lava i piatti” avrebbe fatto meno effetto. Tutto qui.
Pare, dicunt, tradunt, che vi sia stata una “signora marchesa” che, millanta anni fa organizzò un ricevimento di nozze. Ma si tratta di una “leggenda di paese”. Il posto è carino, simpatico, in mezzo alla natura e “vicino” al luogo della cerimonia. È stato scelto dai futuri sposi “a pelle” e non vi sono altri motivi reconditi. Se doveste dedurre qualcosa fatelo pubblicamente sul blog. Siamo molto curiosi.
Siamo arrivati alla Marchesa ormai a sera fatta ed abbiamo incontrato il cuoco con cui avevamo preso appuntamento via email. È un ragazzone corpulento e molto simpatico. Disponibile e certamente innamorato di quel che fa. In breve ci ha fatto visitare la struttura all’interno ed all’esterno. Ci siamo seduti a un tavolo nella sala dove si terrà il rinfresco ed abbiamo iniziato a raccontare desideri, pensieri, opinioni, perplessità. Non abbiamo incontrato alcuna difficoltà o riserva. Potremo scegliere i piatti che desideriamo, le quantità che desideriamo, l’ordine che preferiamo e persino dove collocare tavoli e zona antipasti. Non entreremo nei dettagli per non rovinare la sorpresa ma pensiamo di aver trovato il posto giusto. Ci sarà una zona esterna ed una interna. Una zona per la musica ed una per il relax. Alcuni suggerimenti per “l’ambientazione” sono stati accordati e pensiamo piaceranno. Gli sposi siederanno a un tavolo a loro riservato come da richiesta, guarderanno tutti gli invitati ma “a ragionevole distanza”. Desiderano festeggiare ma anche assaporare ciò che è stato preparato per loro … e abbondantemente pagato. Approfittiamo quindi di questo spazio per un appello agli invitati. Avete a disposizione due persone estremamente pazienti, liete per l’evento e naturalmente inclini allo scambio di informazioni mediante dialogo. Non approfittatene….!!! Sarete graditi prima e dopo la cerimonia, negli spostamenti, durante gli antipasti e dopo il rinfresco ed il taglio della torta. Quando saremo seduti e ci vedrete con la forchetta in mano, non staremo usando le posate per “esigenze di scena” ma vorremo davvero mangiare. Due parole con voi sono graditissime, se fossero le uniche, ma se sono quelle che danno il via a una serie pressochè infinita di mini dialoghi … ecco la pasta raffreddarsi, ecco il sugo rapprendere, ecco la carne divenire una soletta di scarpa. Quindi, per favore, quando mangiamo… mangiamo.
Siete ovviamente autorizzati a reclamare l’attenzione di tutti battendo con una posata sul bicchiere, a inneggiare agli sposi con hip hip urrà vari e a chiedere “bacio, bacio” et similia. Ma NON siete autorizzati ad interrompere il loro pranzo. Sapete che lo sposo si incazza.
Tornando all’organizzazione del rinfresco possiamo anticipare solo che sarà suddiviso in alcuni momenti: accoglienza, antipasti in piedi (approfittatene per sgranchire bene le zampette) e pranzo seduti, taglio della torta e post pranzo a sorpresa. Ed ancora musica e tuffi in piscina (è gradito il costume da bagno ed un accappatoio). In una apposito spazio a parte pubblicheremo alcuni “suggerimenti” sulle cose che gli sposi gradiscono e che NON gradiscono. Vi consigliamo di prenderne visione. Al momento la tenuta “La Marchesa” è la nostra scelta preferenziale. Ma non sono esclusi altri clamorosi colpi di scena.
Il ristorante è gestito dal cuoco divenuto famoso per il programma Rai “La Prova del Cuoco”. E’ una persona molto simpatica, estrosa e ottimo organizzatore.
Siamo stati sul posto in incognito contravvenendo ad uno dei riti dei promessi sposi che si recano nei ristoranti per “provare la cucina”.
E’ vero, infatti che è assai probabile pranzare o cenare gratis ma è anche vero che, ovviamente, vi prepareranno le cose al meglio e non potrete giudicare in modo obiettivo.
Siamo saliti fin lassù con non poca fatica. Il posto è molto carino ma arrivarci è davvero complicato. Forse siamo noi ad essere degli incapaci con poco senso dell’orientamento ma…diciamo che è lunga.
Il ristorante si trova proprio accanto alla chiesa del Santuario, di fronte alla statua della Madonna, inserita in una nicchia della roccia.
Il posto è rustico ma carino. Diverse sale, ottima luce e un perlinato in legno alle pareti che può essere un punto di forza ma anche di debolezza. Ovviamente dipende dai gusti.
Unico vero neo, almeno per noi, è una incredibile collezione di ippopotami che se all’inizio pare carina e curiosa, dopo un poco diventa inquietante. Ma non abbiamo mai chiesto se fosse possibile rimuoverla ed immagino di si.
Cucina ottima e divertente. I piatti sono nella media in fatto di quantità ma sono estremamente curati.
Piccole e grandi decorazioni impreziosiscono ogni portata. Un gioco tra estetica e gusto.
Ovviamente non credo possa essere un menù da rinfresco di nozze ma noi abbiamo provato con molto gusto:
un primo a base di pasta mantecata nella forma di parmigiano.
La tagliata è saporita, curiosamente allestita sul piatto e accompagnata da molto colore.
Non eccessiva la porzione ma più che sufficiente.
Nota estremamente positiva del locale è il prezzo della proposta per il matrimonio.
Se vi recate a mangiare al ristorante preparatevi ad un conto medio alto certamente adeguato ai piatti, magari meno all’ambiente.
Se invece chiedete di poter parlare con il titolare e spiegate le vostre richieste vi illustrerà con dovizia di particolari la loro “offerta”. Ovviamente, ed è una frase che vi sentirete ripetere spesso, “tutto è possibile, basta mettersi d’accordo”.
Considerate che nel prezzo è compreso il vino e la torta e questo aumenta il valore dell’offerta.
Tutto compreso, nella formula da noi scelta, si pagava circa 40 euro a persona.
Elementi a favore: bel posto, nella natura, spazio esterno per antipasti e per post pranzo. Prezzo ragionevolissimo. Buona Cucina, personale molto simpatico.
Elementi che ci hanno spinto a lasciar perdere: lontananza dal luogo della cerimonia, poco spazio esterno per le nostre esigenze. Giardino sottostante scarsamente utilizzabile causa manutenzione (ma forse siamo andati fuori stagione).
Ci hanno inoltre detto che sarebbe possibile affiancare una comunione o altra cerimonia alla nostra.
Ovviamente sono felice di come stiamo organizzando la faccenda ma in questo spazio vorrei perlomeno accennare a quello che avrei voluto fare…
Avrei voluto organizzare una serie di tavolate in un bel prato fiorito, voi sapete dove, per salutare la giornata con una festa dedicata esattamente a quel luogo e, ovviamente, tutta in tema.
Avrei voluto chiedere ai “cacciatori” di prestarci tavoloni e sedie, tovaglie a scacchi rossi e bianchi e il pentolone per una polentata.
Avrei voluto piattoni di fave e salame (fuori stagione?) e di formaggio fresco di capra.
Avrei voluto cestini di pane e focaccia e naturalmente vino, rigorosamente bianco.
Avrei voluto acqua “ del truogolo” perché penso che la comunione, nel senso cristiano, valga anche per i luoghi.
Se sono in pace in un posto, questa pace si trasforma in una energia benefica che pervade ogni cosa.
Questa energia è ovunque e aumenta sommandosi a quella emanata da altre persone “positive”.
Gli amici che sorridono, le persone che ci hanno amato e che magari non ci sono più, i familiari che in quel luogo sono stati e sono felici.
Quell’energia, credo, si accumula nelle cose, nei luoghi e nelle persone è e resta.
Nel terreno, nell’aria e, ovviamente, nell’acqua.
Forse bestemmio ma mi sento di far la comunione con il mondo quando bevo l’acqua di quel truogolo.
Sento forte l’energia che scorre e che entra a far parte di me sebbene solo un “foresto”, un invitato.
Questa energia donata mi rigenera e penso possa essere beneaugurante in una avventura pazzesca come quella che va ad iniziare.
Avrei voluto invitare tutti e nessuno escluso.
Avrei voluto condividere nel vero senso della parola.
(il quasi sposo)