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È arrivato il primo regalo

Una gradita sorpresa ha stupito i promessi sposi. Il servizio di spionaggio dei servizi deviati ha infatti comunicato che “qualcuno” (in realtà sappiamo tutto di lui/lei) ha fatto il primo regalo di nozze.
I due, stupiti ma felici, si sono subito messi in contatto con il loro agente all’Havana e hanno appreso le credenziali del “donante” e l’entità donata.
Trattasi di oggetto inserito nella lista di nozze dalla nubenda quindi proveniente dalla “cerchia” delle amicizie della stessa.
Oggetto simpatico e graditissimo alla promessa ma di esclusiva pertinenza femminile.
Il promesso sposo, appresa la notizia, ha organizzato un summit straordinario con il suo Staff di stregoni e sciamani e ha inviato un primo “ringraziamento” cui farà seguito quello tradizionale.
Se il giorno delle nozze vedrete qualcuno/a che si aggira per la festa come un’anima in pena, senza riuscire a sedersi a causa di “un certo fastidio”… beh, quella è quasi certamente la persona in questione.
Il nubendo non è però cattivo dentro. Ha disposto affinché il suo Staff sciamanico preveda una possibilità di redenzione per il/la colpevole.
È possibile evitare il terribile incantesimo versando un cospicuo quantitativo di denaro nella lista di nozze denominata “lista viaggio”.
La persona è avvisata…

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Il Ricevimento – note generali

Il ricevimento di nozze è certamente uno dei punti più delicati del matrimonio.

Molti infatti i contrasti che possono nascere nella scelta del luogo. La coppia avrà modo di mettere alla prova le capacità di mediazione e di equilibrio che dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – poi servire a mantenere a lungo il rapporto.

Se girate su Internet trovere mille consigli e suggerimenti ma io voglio illustrare la cosa come l’ho veduta.

Dovrete decidere che tipo di ricevimento volete fare. Ricco o alla buona. Sontuoso e hollywoodiano o sincero e raccolto.

Sarete molto fortunati se, come è accaduto a me, il futuro sposo e la futura sposa hanno pensato alla stessa cosa.

Dovrete senza dubbio arrivare a dei compromessi ma è meglio partire da una visione comune.

A volte lui vorrebbe invitare 20 amici per una pizza con birra e rutto libero mentre lei vorrebbe il parco della villa di Los Angeles con 2mila invitati e tutto fiumi di champagne ed elicotteri che lanciano petali di rosa.

Comprenderete dunque che la faccenda, in questo caso, risulta piuttosto spinosa.

Se non siete fortunati e la vostra lei ha un’idea diametralmente opposta alla vostra potete sempre metterla sul piano economico. Una frase ad effetto potrebbe essere questa: “se paga tuo padre facciamo quello che vuoi”. Di solito basta a far atterrare gli elicotteri, a trasformare lo champagne in prosecco e a ridurre a un decimo gli invitati.

Di norma, invece, sono i consuoceri ad accollarsi la spesa del ricevimento. Giustizia vorrebbe una ripartizione al 50% ma è celebre il detto “tra moglie e marito non mettere dito” e dunque le variabili sono pressochè infinite e sarebbe filosofia proseguire il discorso.

Quasi certamente avete già parlato, prima d’ora, di come avreste sognato il matrimonio ed il ricevimento. Dunque sapete – o pensate di sapere – cosa vorrebbe la vostra adorabile futura mogliettina.

Preparatevi a questa fase dei preparativi come il condannato a morte che si appresta al patibolo. Potrete urlare e dibattervi, ritardare e chiedere pietà. Ma alla fine voi soccomberete e il boia (la vostra lei) avrà quel che aveva deciso.

Se volete dar retta a uno scemo (il sottoscritto) limitatevi a una prima trattativa generale nel corso della quale illustrate esattamente quello che vorreste. L’atmosfera, il luogo, il numero degli invitati e anche – datemi retta – la spesa che vorreste sostenere.

Se il discorso viene affrontato nella fase iniziale di intontimento della futura sposina (scientificamente le 36/48 ore successive alla capitolazione del futuro sposo sul tema: quando ci sposiamo?) vi sono buone speranze che, dopo, non possa esagerare nelle scelte in direziona ostinata e contraria.

Dopo sarà solo un monologo… lei che passa dalle tovaglie di carta a quelle di seta, lei che passa dal piatto di spaghetti in una trattoria ai tagliolini di astice vivo servito da camerieri in livrea settecentesca al ritmo della musica di Mozart suonata dalla Philarmoniker di Vienna (proprio quella con i 300 musicisti).

Se vi sarete accordati prima potrete sostenere un minimo di battaglia di conservazione delle barricate… diversamente sarete travolti.

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